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Groenlandia, Meloni: “L’aumento dei dazi Usa è un errore. Ho sentito Trump, va evitata una escalation. Incomprensione sull’invio di militari”

La premier si schiera contro le sanzioni e chiama il presidente americano, ma Macron è pronto ad attivare "lo strumento anticoercitivo dell’Ue". Oggi la riunione d'emergenza degli ambasciatori. Intanto Schlein contesta il governo: "Serve una posizione netta"
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Aumentare i dazi sarebbe “un errore“, ma tra Washington e Bruxelles c’è stato “un problema di comprensione e comunicazione“. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni torna a intervenire sul tema della Groenlandia e parlando coi giornalisti a Seul spiega di avere sentito Donald Trump proprio in queste ore, ovvero dopo l’annuncio da parte del presidente Usa di voler introdurre dazi al 10% per i Paesi europei che hanno deciso di inviare militari nell’Artico. Sull’argomento la stessa presidente del Consiglio ieri era rimasta tiepida: “Valutiamo la nostra presenza insieme agli alleati della Nato“. Mentre le altre cancellerie europee hanno risposto duramente a Trump: “Non ci faremo intimidire”, il messaggio di Berlino, Parigi e Stoccolma. In Italia, a contestare la linea del governo è stata la leader dem Elly Schlein: “Meloni prenda una posizione netta”, ha detto. “Così ci condanna nelle retrovie”. Oggi è convocata una riunione di emergenza degli ambasciatori dei 27 Paesi dell’Unione Europea (l’inizio è previsto per le 17) proprio sul tema dell’isola danese e sulle sanzioni di Trump. Il governo italiano prova a mediare e già dal ministro della Difesa Guido Crosetto era arrivato un invito al dialogo e alla cautela.

È la linea ribadita stamani da Meloni. La premier precisa: “La previsione di un aumento di dazi nei confronti di quelle nazioni che hanno scelto di contribuire alla sicurezza della Groenlandia è un errore e non la condivido“. A suo avviso, c’è stato “un problema di comprensione e comunicazione” sull’iniziativa di alcuni Paesi Ue che non va letta in chiave “anti-americana“. Ma, avverte Meloni, bisogna “riprendere il dialogo ed evitare una escalation“. Da qui la sua telefonata a Washington. “Ho sentito il presidente Usa Donald Trump, gli ho detto quello che penso e mi pare fosse interessato ad ascoltare. E il segretario della Nato, Mark Rutte, che mi conferma che un lavoro che l’Alleanza sta iniziando a fare”, spiega la premier.

Meloni poi sottolinea: “Chiaramente nel corso della giornata sentirò anche i leader europei. Credo che in questa fase sia molto importante parlarsi ed evitare una escalation perché si può lavorare insieme per raggiungere un obiettivo che è utile e necessario“. Ma le tensioni tra Stati Uniti ed Europa restano alte, tanto che fonti informate vicine alla presidenza francese riferiscono come il presidente Emmanuel Macron sia pronto a chiedere l’attivazione dello strumento anticoercitivo dell’Ue in caso di nuovi dazi statunitensi. Macron è “mobilitato per coordinare la risposta europea alle minacce tariffarie inaccettabili formulate dal presidente Trump”, si apprende dall’entourage del presidente. Le stesse fonti precisano che Macron “sarà tutto il giorno in contatto con i suoi omologhi europei e chiederà, a nome della Francia, l’attivazione dello strumento anticoercitivo“. Secondo i più stretti collaboratori del presidente, “l’approccio americano pone la questione della validità dell’accordo sulle tariffe concluso l’estate scorsa dall’Unione europea con gli Stati Uniti”.

L’incomprensione tra Usa e Ue secondo Meloni

Ma a cosa sarebbe dovuta questa incomprensione tra le due sponde dell’Atlantico? “Condivido l’attenzione che la presidenza americana attribuisce, come ho detto molte volte, alla Groenlandia e in generale all’Artico, che è una zona strategica nella quale chiaramente va evitata una eccessiva ingerenza di attori che possono essere ostili“, spiega Meloni. Che però aggiunge: “Ma credo che in questo senso andasse letta la volontà di alcuni paesi europei di inviare le truppe, di partecipare, a una maggiore sicurezza, non nel senso di un’iniziativa fatta nei confronti degli Stati Uniti, ma semmai nei confronti di altri attori“. “Chiaramente – prosegue – mi pare che su questo ci sia stato un problema di comprensione e di comunicazione, per quello che mi riguarda continuo a insistere sul ruolo della Nato e la Nato è il luogo nel quale noi dobbiamo cercare di organizzare insieme strumenti di deterrenza verso ingerenze che possono essere ostili in un territorio che è chiaramente strategico”.

Se la premier Meloni ha definito comunque “un errore” i dazi annunciati ieri da Trump, diversa è stata la posizione di una parte della maggioranza di centrodestra. Nello specifico la Lega, che in una nota ha parlato di “deboli d’Europa” che hanno la “smania” di inviare soldati e raccolgono i loro “frutti amari“, ovvero le sanzioni americane. A una domanda sull’argomento, Meloni ha minimizzato: “Non c’è un problema politico con la Lega su questo punto”.

La leader Pd Schlein: “Meloni prende una posizione netta”

A contestare la posizione di Meloni è stata la leader dem Elly Schlein che chiede alla presidente del Consiglio di allinearsi agli altri Stati Ue: “La politica estera di un grande paese come l’Italia non può ridursi all’attesa e all’interpretazione di quello che dirà o farà Donald Trump”, ha dichiarato. “I nodi stanno venendo al pettine, anche per Giorgia Meloni. Ci saremmo aspettati una presa di posizione netta: la Groenlandia non si tocca, non si vende e non si compra, difendiamo l’integrità territoriale di uno Stato membro dell’Unione europea”. E ha chiuso: “Per la prima volta l’Italia appare politicamente incapace di esprimere una vera solidarietà europea. Se la tua unica ambizione è essere il governo più trumpiano d’Europa è inevitabile scivolare nella marginalità ed entrare in contraddizione con il resto dell’Ue”.

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