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Ultimo aggiornamento: 20:07 del 16 Gennaio

Iran, le opposizioni in piazza a Roma. Schlein: “Qui per l’autodeterminazione di quel popolo”. Conte: “No azioni militari fuori dal diritto internazionale”

Pd, M5s, Avs e +Europa sono tornati in piazza in cerca di unità a Roma, in Campidoglio, per la manifestazione organizzata da Amnesty International e Women Life Freedom for Peace and Justice
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Dopo i distinguo in Parlamento sull’Iran e le polemiche seguite all’astensione del Movimento 5 Stelle sul testo bipartisan in votazione in commissione Esteri e Difesa al Senato, Pd, M5s, Avs e +Europa sono tornati in piazza in cerca di unità a Roma, in Campidoglio, per la manifestazione organizzata da Amnesty International e Women Life Freedom for Peace and Justice.

I leader del campo progressista Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli si sono così incontrati a margine del presidio, in sostegno del popolo iraniano, contro la repressione violenta e sanguinaria del regime: “Siamo qui per dare piena solidarietà e supporto al popolo iraniano. Siamo a fianco di chi protesta e per supportare l’autodeterminazione del popolo iraniano, il Pd c’è sempre stato”, ha rivendicato la segretaria dem.

Conte invece ha giustificato la scelta del M5s di astenersi nella votazione di Palazzo Madama: “Abbiamo detto dall’inizio che eravamo assolutamente d’accordo con la mozione che è stata presentata. Abbiamo chiesto soltanto un impegno in più. Cioè una condanna verso opzioni militari unilaterali. Se continuiamo ad andare avanti così stiamo sfasciando completamente il quadro internazionale del diritto, stiamo andando verso il disordine. Ci vuole una grandissima attenzione, un fortissimo intervento da parte della comunità internazionale, sanzioni a tutti i livelli, perché quella repressione non può continuare”, ha continuato il presidente M5s.

“Un’azione unilaterale da parte degli Stati Uniti di Donald Trump sarebbe un’altra violazione del diritto internazionale e un altro disastro”, ha spiegato pure Fratoianni. “La verità è che siamo di fronte a un mondo in fiamme in cui troppi pensano che l’unica legge che vale sia quella del più forte, ma se non c’è una risposta dell’Europa capace di ricostruire i principi del diritto internazionale, allora il mondo rischia di avviarsi rapidamente verso un baratro da cui poi sarà difficile risalire”.

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