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Artico, Meloni: “Priorità strategica di Ue e Nato”. Tajani pensa alle aziende: “Pronto a partire con gli imprenditori”

Presentata a Roma la "Strategia della Politica Artica Italiana". La premier: "Seve una presenza capace di prevenire tensioni e rispondere alle ingerenza di altri attori"
Artico, Meloni: “Priorità strategica di Ue e Nato”. Tajani pensa alle aziende: “Pronto a partire con gli imprenditori”
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Ragioni strategiche rese evidenti dal prepotente emergere dell’interesse degli Stati Uniti verso la Groenlandia, certo. Ma anche motivi di ordine economico e commerciale. Sono quelli che emergono dalle parole usate da Giorgia Meloni e Antonio Tajani nel presentare la “Strategia della Politica Artica Italiana“. “L’Italia è convinta che l’Artico debba essere sempre una priorità dell’Ue e della Nato e che l’alleanza atlantica debba cogliere l’opportunità di sviluppare nella regione una presenza coordinata e capace di prevenire tensioni e rispondere alle ingerenza di altri attori”, ha scritto la presidente del Consiglio, che in questi giorni è in visita di Stato in Giappone, in un messaggio inviato all’evento di presentazione del documento messo a punto dal ministero degli Esteri, avvenuta a Villa Madama, a Roma.

“L’Italia non ha mani considerato l’Artico come un’area remota e senza interesse – argomenta Meloni -. Al contrario noi abbiamo sempre guardato a questo quadrante del mondo per quello che effettivamente è: una regione strategica dove si intrecciano economia, ricerca, ambiente, energia e oggi più che mai sicurezza e difesa. L’accelerazione impressa dai cambiamenti climatici allo sviluppo delle rotte artiche sta cambiando lo scenario al quale eravamo abituati, e sta disegnando interconnessioni nuove che potrebbero rivoluzionare il commercio marittimo mondiale”.

“La Northern Sea Route ne è uno degli esempi più emblematici – prosegue la premier -, perché è una rotta che promette di accorciare drasticamente i collegamenti tra Asia ed Europa e ambisce ad essere un’alternativa al Canale di Suez”, ha spiegato ancora. “La centralità dell’Artico deriva, ovviamente, anche dalle enormi risorse energetiche e minerarie che custodisce. Secondo le stime più accreditate, la regione possiede circa il 30 per cento delle riserve mondiali di gas e circa il 13 per cento delle riserve globali di petrolio non ancora scoperte. Anche i data center trovano, potenzialmente, opportunità uniche in questo quadrante, grazie al raffreddamento naturale, ma con sfide di connettività, sicurezza e impatto ambientale”, ha concluso Meloni.

“L’attenzione dell’Europa e dell’Italia per l’Artico non nasce oggi: ne abbiamo sempre riconosciuto la centralità”, ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Tajani presentando la “Strategia” e inviando un messaggio chiaro alla platea delle aziende che vedono in Forza Italia un interlocutore. “Stiamo preparando con la nostra ambasciata a Copenaghen una missione imprenditoriale per l’Artico: abbiamo una visione strategica, penso a un tavolo per essere all’avanguardia dell’export in questa scenario su difesa, energia e spazio. Vogliamo sostenere le nostre imprese e stare al loro fianco perché la regione artica è una nostra priorità“.

Una posizione contestata da Alternativa Verdi Sinistra. Per il governo “l’Artico rappresenta un’opportunità economica in continuo sviluppo per le imprese italiane, includendo settori quali la costruzione di infrastrutture, l’industria della difesa, i minerali e le terre rare”, commenta Angelo Bonelli, co-portavoce dei Verdi e deputato di AVS. Ma “con la crisi climatica che sta causando lo scioglimento dei ghiacciai, l’Artico è minacciato dallo sfruttamento minerario e, conseguentemente, dalla sua militarizzazione. Il prezioso ecosistema del Polo Nord ha un ruolo cruciale nel regolare il clima della Terra: ciò che accade in Artico non resta confinato, ma influenza le correnti oceaniche. Il clima di tutto il pianeta e molti dei fenomeni meteorologici estremi che si verificano di recente, con frequenza sempre maggiore, hanno origine proprio qui”. “Alla destra della crisi climatica non interessa nulla – conclude Bonelli -: se molte città costiere andranno sott’acqua con lo scioglimento dei ghiacciai, non importa. È un egoismo in nome dei soldi e degli interessi economici“.

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