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Roma, al via “Zona 30”. La giunta Gualtieri: “Tutelare sicurezza stradale, primo mese di assestamento”

Il consigliere comunale Erbaggi (Fratelli d'Italia): "Gualtieri vuole fare cassa sulle multe ai cittadini". Vietato gli autovelox: sanzioni possibili solo in presenza di agenti di Polizia locale
Roma, al via “Zona 30”. La giunta Gualtieri: “Tutelare sicurezza stradale, primo mese di assestamento”
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Per i romani è il giorno della rivoluzione: da oggi debutta la Zona 30 nel centro storico della Capitale, all’interno della Zona a traffico limitato (Ztl). Vietato superare i 30 chilometri orari anche sulle principali arterie del cuore di Roma – come corso Vittorio Emanuele, via del Teatro Marcello e il Traforo – e in altre mille vie delle aree periferiche. Al netto del traffico e della velocità media non certo da Formula 1, il cambiamento è epocale e impensierisce più di un automobilista. Molti temono le multe in arrivo, con il comune desideroso di far cassa sanzionando chi è al volante: tenere a mente le strade con il divieto facile non sarà e non sempre la segnaletica stradale è chiara. Altri – come i ciclisti o i residenti del centro storico – gioiscono del cambiamento, pregustando passeggiate all’aria aperta nelle vie libere dallo smog e dalle auto.

Il terrore delle multe e la propaganda di Fratelli d’Italia

Fratelli d’Italia cavalca (non da oggi) il malcontento degli automobilisti e attacca il sindaco sulle multe: “La sicurezza dei cittadini non c’entrano nulla. La ‘Zona 30’ è solo un modo come un altro per fare cassa. Siamo stanchi di assistere alle scelte ipocrite della Giunta Gualtieri che maschera dietro la parola sicurezza iniziative rivolte solamente a chiedere soldi ai cittadini”, ha ribadito in una nota il consigliere comunale Stefano Erbaggi (FdI).

Se si supera il limite di velocità di non oltre 10 chilometri orari, la multa parte da 42 euro. Tra i 10 e i 40 km/h, la sanzione sale a 173 euro, più la perdita di 3 punti dalla patente. Tra i 40 e i 60 km/h arriva fino a 543 euro e 6 punti in meno sulla patente. Oltre i 60, la multa tocca 845 euro con 10 punti in meno. Se si infrange la regola per due volte, la sanzione è aumentata e scatta la sospensione della patente. Sono vietati gli autovelox: il decreto Salvini del 2024 li vieta nelle Zone 30. Le multe potranno arrivare solo in presenza di agenti di polizia locale e se la contestazione è immediata.

L’assessore alla Mobilità: “Tutelare sicurezza, addio città a misura d’auto. Primo mese di assestamento”

Lo scopo ufficiale della giunta Pd guidata da Roberto Gualtieri è aumentare la sicurezza stradale. Ieri il Dipartimento Mobilità Sostenibile e Trasporti ha firmato e protocollato la determina che istituisce la ‘Zona 30’. Il documento è l’effetto della delibera approvata dalla Giunta Capitolina il 13 novembre 2025. Addio alla “città a misura di auto”, ha commentato ieri l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè. “Il primo mese sarà di assestamento e servirà, grazie anche all’avvio di una campagna di comunicazione sul tema, a far abituare i cittadini – aggiunge Patanè -. Dopodiché saranno anche installati gli indicatori della velocità in corrispondenza di alcuni punti strategici”. Saranno gli agenti della polizia municipale ad occuparsi dei controlli con le pattuglie a perlustrare la Zona 30. “È fondamentale, soprattutto nelle prime settimane, aumentare la consapevolezza dei cittadini sulle nuove regole e abituarli a rispettare i limiti di velocità”, ha dichiarato il Comandante del Corpo Mario De Sclavis.

Associazione centro storico: “Non devono assolutamente mancare i controlli”

“Speriamo vivamente che questo cambiamento abbia dei buoni risvolti sull’intera città, perché tutto ciò che è sostenibile deve avere un aspetto positivo per la vita di tutti; non devono assolutamente mancare i controlli né la determinazione degli interventi” ha auspicato all’AdnKronos la coordinatrice dell’Associazione Abitanti Centro Storico Roma (Aacs) Viviana Piccirilli Di Capua. “Ci auguriamo che la segnaletica sia risistemata anche all’interno dei rioni, poiché è vandalizzata ed è come se non esistesse; occorrerebbe che tutti gli organi della mobilità fossero messi in sicurezza”.

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