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Ultimo aggiornamento: 11:46 del 14 Gennaio

Travaglio smentisce Bocchino: “La leggenda dei magistrati impuniti non regge ai fatti, chi non paga mai sono i politici”. Su La7

Da Palamara a Ferri e Lotti: Travaglio sconfessa la narrazione di Bocchino sull’impunità dei magistrati
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Botta e risposta a Otto e mezzo (La7) tra il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, e l’ex parlamentare del Pdl Italo Bocchino sulla riforma Nordio e sulla magistratura.
Secondo il direttore editoriale del Secolo d’Italia, i magistrati non pagano mai per i propri errori,motivo per il quale è necessario istituire un’Alta Corte disciplinare. “Questa è l’unica categoria nei confronti della quale non c’è disciplina – accusa Bocchino – In qualsiasi lavoro, se uno fa un grave errore, è fuori”.
“Infatti c’è un organo disciplinare che giudica i magistrati”, obietta la conduttrice Lilli Gruber.
“Che è il più severo d’Europa”, ribadisce più volte Travaglio.
“La magistratura si auto-giudica – rilancia Bocchino – quindi non c’è mai una sanzione sugli errori”.
“Ma non è vero – ripete Travaglio – Ti ho appena detto che il Csm è il più severo in Europa“.

Il direttore del Fatto poi spiega: “C’è una leggenda, che ha ancora ricordato Bocchino, in base alla quale in Italia c’è una categoria che non paga mai e sono i magistrati. No, la categoria che non paga mai in Italia è quella dei politici. Guardiamo il caso Palamara, che adesso ci ammorba con il suo terzo libro. Il caso Palamara nasce perché Palamara, indagato per rapporti poco ortodossi, tant’è che poi ha patteggiato con un imprenditore, si incontrava e fu beccato da un trojan horse nottetempo all’hotel Champagne con due politici, Ferri e Lotti, renziani all’epoca, e con cinque magistrati togati del Csm”.
E continua: “Andiamo a vedere com’è finita quella storia. Palamara, che era un magistrato, è stato espulso dalla magistratura dai suoi colleghi, segno che pagano i magistrati che sbagliano. I cinque togati del Csm, che erano all’hotel Champagne, si sono dovuti dimettere tutti e cinque dal Csm insieme a un sesto che chattava con Palamara. E sono stati tutti puniti”.
E aggiunge: “Sai dove lavora Ferri, che è tornato in magistratura perché la politica ha vietato di utilizzare le intercettazioni nei suoi riguardi? Lavora al ministero della Giustizia insieme a Nordio, che si è portato al ministero altri che chattavano con Palamara. La categoria che non paga in Italia sono i politici, non i magistrati. I magistrati vengono indagati tutti i giorni. Vedi il magistrato che c’era prima sul caso Garlasco“.
E conclude: “Dato che hai detto che il Csm assolve tutti e io ti ho dimostrato che è il più severo d’Europa, sai di 194 sentenze quante ne ha impugnate il ministro Nordio, che è il titolare del potere disciplinare? Ne ha impugnate sei, a dimostrazione del fatto che le altre le riteneva giuste anche lui”.
“Stai difendendo le correnti”, accusa Bocchino.
“No, le stai difendendo tu – risponde Travaglio – Io se c’era il sorteggio ero pure favorevole. Però per tutti, anche per i politici“.

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