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Ultimo aggiornamento: 21:45 del 14 Gennaio

Il referendum? Non servirà ad avere processi più veloci: parola dei sostenitori del sì. Anzi, per Nordio è “secondario”

I fautori della riforma del governo Meloni che sarà sottoposta al voto ammettono: separazione delle carriere e riforma del Csm non renderanno più rapida la macchina della giustizia ma, dicono, porterà una "giustizia giusta"
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Convinti del Sì al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati. Ma anche del fatto che la riforma non migliorerebbe né i tempi né l’efficienza della giustizia. Parola dei sostenitori della riforma che sarà sottoposta al voto in primavera, almeno alcuni tra quelli intervenuti alla presentazione di Una nuova giustizia, il libro del ministro guardasigilli Carlo Nordio. Al punto che la giornalista del TgLa7 Gaia Tortora, tra i relatori dell’appuntamento, afferma che “è sbagliato chiamare questo referendum riforma della giustizia“.

Sulla durata dei processi, problema principale e annoso della giustizia italiana, il ministro Nordio cita esempi paradossali per sostenere che la velocità dei processi è importante ma non è l’unico elemento dell’efficienza. “I processi che si svolgevano durante la rivoluzione francese iniziavano la mattina e finivano con la ghigliottina, i processi di Stalin iniziavano la mattina e finivano il pomeriggio con la fucilazione e i processi nazisti iniziavano la mattina e finivano con l’impiccagione. Serve una giustizia giusta” conclude il ministro.

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