Dal processo a Marco Cappato a quello ad Alessia Pifferi, chi è il giudice Ilio Mannucci Pacini che ha assolto Chiara Ferragni
Un magistrato esperto con un curriculum denso di processi importantissimi giuridicamente, ma anche mediaticamente. Il nome del giudice Ilio Mannucci Pacini – che ha emesso la sentenza per Chiara Ferragni – è ormai legato a quella alla cronaca giudiziaria che negli ultimi decenni ha visto alternarsi scandali finanziari, processi di grande impatto sociale e vicende giudiziarie che hanno acceso il dibattito pubblico. Magistrato noto per la scrupolosità, la fermezza e una chiarezza espositiva che raramente lascia spazio a equivoci, Mannucci Pacini ha gestito casi complessi che hanno segnato la storia recente della città e della giustizia italiana.
Nel corso della sua carriera, ha seguito processi che spaziano dall’attualità civile e politica a scandali finanziari di ampia risonanza. Tra i casi più significativi si ricordano, ad esempio, il processo Sy Ousseynou, l’autista che nel marzo del 2019 dirottò e incendiò un autobus con a bordo una scolaresca, o il procedimento contro Marco Cappato. Mannucci era presidente della Corte d’Assise che assolse la richiesta della procura, assolvendo il tesoriere dell’Associazione Coscioni dall’accusa di aiuto al suicidio perché il fatto non sussiste.
Mannucci Pacini è stato presidente dell’Assise che ha giudicato Rocco Schirripa, accusato dell’omicidio del procuratore di Torino Bruno Caccia, assassinato dalla ‘ndrangheta nel 1983 a Torino. L’imputato fu condannato all’ergastolo, poi confermato dalla Cassazione. C’è poi il processo ad Alessia Pifferi, la donna accusata di aver abbandonato la figlia di 18 mesi per fare un lungo fine settimana con il compagno. Diana morì di stenti e per questo in primo grado era stata condannata all’ergastolo dalla corte presieduta da Mannucci. Pena poi ridotta in appello a 24 anni. Il magistrato è stato anche giudice del processo per bancarotta fraudolenta, che ha visto condannato Emilio Fede a 3 anni e mezzo per il crac della società Mora.
Riconosciuto per l’equilibrio tra fermezza e attenzione alle garanzie procedurali, Mannucci Pacini ha costruito una reputazione che coniuga rigore tecnico, rispetto delle parti e capacità di gestire mediazioni complesse tra esigenze investigative e diritto alla difesa. La sua firma compare su sentenze che, negli anni, hanno contribuito a plasmare il panorama giudiziario milanese e nazionale, facendo di lui un punto di riferimento per chi segue i processi più delicati e di grande rilevanza pubblica. Oltre alla notorietà acquisita sui banchi del tribunale, il giudice è apprezzato per la capacità di spiegare in maniera chiara i passaggi delle sentenze, senza cadere in tecnicismi incomprensibili, e per la ferma volontà di mantenere la dignità della magistratura anche nelle situazioni più mediatiche e controverse.