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“Ho pianto quando ho scoperto che lo avevano fatto”: il Canada ritira gli atleti e la leggenda Uhlaender non si qualifica per le Olimpiadi

L'atleta statunitense ha accusato la squadra canadese di aver "manipolato" una gara di qualificazione per impedirle di partecipare ai Giochi di Milano-Cortina
“Ho pianto quando ho scoperto che lo avevano fatto”: il Canada ritira gli atleti e la leggenda Uhlaender non si qualifica per le Olimpiadi
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Usa contro Canada, sullo sfondo le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Le tensioni tra i due Paesi, già emerse nei mesi scorsi sull’onda dei rapporti di Ottawa con l’amministrazione Trump, sono tornate nello skeleton, sport invernale individuale in cui gli atleti scendono lungo una pista ghiacciata su una slitta, in posizione prona con la testa in avanti e i piedi indietro, disciplina dei giochi olimpici di Milano-Cortina 2026. L’americana Katie Uhlaender, oro mondiale nel 2012 e quarta a Sochi 2014, ha infatti accusato la squadra canadese di aver “manipolato” una gara di qualificazione per impedirle di partecipare alla sua sesta Olimpiade.

Il team Canada avrebbe infatti ritirato quattro dei suoi sei atleti durante una gara a Lake Placid, negli Usa, portando la competizione a meno di 21 atleti e riducendo il numero di punti-qualificazione in palio. “Il loro coach, Joe Cecchini, mi ha detto di aver ideato quel piano. E io ho pianto quando ho scoperto che lo avevano fatto“, ha raccontato Uhlaender, secondo quanto riporta il britannico The Guardian.

Nonostante la vittoria a Lake Placid, l’americana non andrà infatti a Milano-Cortina. Gli allenatori di Stati Uniti, Danimarca, Israele e Malta, i cui atleti sono stati tutti colpiti dai ritiri canadesi, hanno scritto al Cio esprimendo “serie preoccupazioni” sul processo di qualificazione. La federazione di skeleton ha però difeso in una nota la sua scelta, ricordando che gli atleti ritirati avevano gareggiato più volte nei giorni precedenti e definendo la decisione presa dalla squadra canadese “appropriata, trasparente e in linea sia con il benessere degli atleti che con l’integrità dello sport”.

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