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Rayhane Tabrizi e Shervin Haravi hanno parlato in Senato invitate da Pd, M5s e Più Europa: "Molti non riescono neppure a riconoscere le persone che sono state uccise"
“La resistenza in questo momento in Iran è molto difficile, perché parliamo di un regime armato fino ai denti di fronte a un popolo che non usa le armi.” A ribadire più volte la necessità di un intervento estero per aiutare i manifestanti in Iran a rovesciare il regime, è stata l’attivista persiana Rayhane Tabrizi, durante una conferenza stampa organizzata in Senato dalle forze politiche di minoranza, tra cui Filippo Sensi del Partito Democratico, Gisella Naturale del Movimento 5 Stelle e Riccardo Magi, segretario di Più Europa. “Io ho vissuto 29 anni in Iran – continua Tabrizi, che in conferenza indossava una spilla con la bandiera iraniana con il leone e il sole, bandiera utilizzata prima della rivoluzione del 1979 – in un Paese con una forte repressione. Sono 47 anni che il popolo iraniano resiste e bisogna prendere una posizione nell’immediato”. Della stessa idea è Shervin Haravi, avvocata e attivista dei diritti umani, cresciuta in Italia da genitori iraniani. “È angosciante, è una paura continua – dichiara Haravi – non sappiamo il numero delle vittime, molti non riescono neppure a riconoscere le persone che sono state uccise. Per tutto questo la richiesta è chiara: non lasciate solo il popolo iraniano“