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“Emiliano assessore alle Crisi industriali in Puglia”: l’ex governatore verso un posto nella giunta Decaro

Secondo il Corriere del Mezzogiorno, al governatore uscente potrebbe essere assegnata una delega ad hoc per gestire le vertenze pugliesi (in primis l'eterno dossier dell'ex Ilva)
“Emiliano assessore alle Crisi industriali in Puglia”: l’ex governatore verso un posto nella giunta Decaro
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Michele Emiliano potrebbe diventare a breve assessore alle Crisi industriali nella giunta di Antonio Decaro in Puglia. Lo scrive il Corriere del Mezzogiorno, secondo cui al governatore uscente (e prima sindaco di Bari per due mandati) potrebbe essere assegnata una delega ad hoc, separata da quella all’Ambiente a cui attualmente è legata. Un assessorato che avrebbe un ruolo centrale, dovendo gestire l’eterna vertenza dell’ex Ilva di Tarantosulla via di essere acquisita da un fondo Usa – nonché altre situazioni delicate come quella del gruppo Natuzzi, colosso pugliese che ha di recente annunciato 479 esuberi. Decaro, che ha stravinto le Regionali a novembre succedendo a Emiliano dopo dieci anni, si insedierà da presidente mercoledì 7 gennaio. La composizione della giunta però sarà ufficializzata solo la settimana prossima, dopo la proclamazione degli eletti in Consiglio regionale (per statuto, solo due assessori possono essere esterni, cioè non consiglieri).

L’eventuale entrata di Emiliano nella squadra di governo è il tema che tiene banco dal giorno dopo l’elezione di Decaro: il neo-governatore, infatti, aveva messo il veto sulla candidatura del suo precedessore (e di Nichi Vendola, altro ex presidente pugliese) in Consiglio regionale, costringendolo a rinunciare alla corsa dopo un lungo stallo. In molti quindi erano scettici su un “ripescaggio” come assessore, ruolo ben più importante di quello di consigliere. Se non fosse nominato in giunta, però, l’ex presidente della Regione dovrebbe tornare dopo oltre vent’anni al lavoro che non ha mai formalmente lasciato, quello di magistrato: Emiliano è infatti tuttora un pubblico ministero, in aspettativa elettorale dal lontanissimo 2003, quando si candidò la prima volta a sindaco di Bari con i Democratici di sinistra. Ed essendo stato eletto l’ultima volta nel 2020, per lui non vale la riforma Cartabia del 2022 che impedisce le “porte girevoli” tra politica e funzioni di giudice o pm.

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