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Perché avere uno smartphone sotto i 13 anni è un rischio, dai disturbi del sonno all’obesità: lo studio. Dopo l’Australia anche la Francia verso il divieto

Gli studi scientifici mostrano gli effetti e i potenziali danni dall'uso intensivo e precoce. Un uso elevato e crescente dei videogiochi risultava associato ad ansia e depressione, mentre un uso intenso dei social media è collegato ad aggressività e violazione delle regole
Perché avere uno smartphone sotto i 13 anni è un rischio, dai disturbi del sonno all’obesità: lo studio. Dopo l’Australia anche la Francia verso il divieto
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Negli ultimi anni il dibattito sull’impatto di smartphone e social media sulla salute degli adolescenti è stato caratterizzato da risultati frammentari e spesso contraddittori. Questo quadro è cambiato in modo significativo nella seconda metà del 2025, quando una serie di studi su larga scala ha iniziato a fornire dati convergenti sugli effetti dell’uso precoce e intensivo degli schermi sullo sviluppo fisico e mentale dei giovani. Alla luce di queste evidenze, alcuni governi hanno iniziato ad adottare misure restrittive sull’accesso dei minori ai social network. L’Australia è diventata il primo Paese al mondo a vietare l’uso dei social media ai minori di 16 anni (anche se la norma si aggira molto facilmente, ndr), imponendo alle piattaforme digitali l’obbligo di bloccare l’accesso a partire dal 10 dicembre 2025. Sulla stessa linea si muove ora la Francia.

Gli studi

Sono tanti, una vera marea, gli studi sul tema. Uno dei contributi più rilevanti – come riporta in un lungo articolo il Washington Post – è stato fornito da Ran Barzilay, professore di Psichiatria e psichiatra infantile e adolescenziale presso il Children’s Hospital of Philadelphia e ricercatore dell’Università della Pennsylvania. In uno studio pubblicato online il 1 dicembre sulla rivista Pediatrics, Barzilay e i suoi colleghi hanno analizzato i dati di oltre 10.500 bambini statunitensi, valutando l’associazione tra l’età di accesso al primo smartphone e gli esiti di salute. I risultati indicano che i bambini che hanno ricevuto uno smartphone a 12 anni, rispetto a quelli che lo hanno ricevuto a 13 anni, presentavano un rischio superiore di oltre il 60% di disturbi del sonno e un rischio maggiore di oltre il 40% di obesità. Secondo gli autori, anche una differenza di un solo anno nell’esposizione precoce può essere associata a effetti misurabili sul benessere.

Questi dati si inseriscono nel più ampio filone di ricerche basate sullo studio Adolescent Brain and Cognitive Development (ABCD), finanziato dal National Institutes of Health, che segue quasi 12.000 bambini nati tra il 2005 e il 2009. Il progetto consente analisi longitudinali sugli effetti delle tecnologie digitali sullo sviluppo cognitivo e mentale. Un lavoro pubblicato a giugno su Jama (Journal of the American Medical Association) ha distinto tra tempo totale trascorso online e uso compulsivo degli schermi. Lo studio ha mostrato che il numero complessivo di ore davanti allo schermo non era associato al rischio di ideazione suicidaria, mentre modelli di utilizzo compulsivo erano associati a un rischio da due a tre volte superiore di ideazione e comportamenti suicidari rispetto ai coetanei con un uso stabile e contenuto.

La stessa ricerca ha rilevato differenze in base al tipo di attività digitale: un uso elevato e crescente dei videogiochi risultava associato a problemi di salute mentale internalizzanti, come ansia e depressione, mentre un uso intenso dei social media era più frequentemente collegato a comportamenti esternalizzanti, tra cui aggressività e violazione delle regole.

Ulteriori analisi pubblicate nel dicembre 2025 hanno approfondito gli effetti cognitivi. Una research letter su JAMA ha esaminato bambini tra i 9 e i 13 anni, individuando tre traiettorie di utilizzo dei social media: nullo o minimo, basso ma in aumento, elevato e in aumento. I bambini appartenenti agli ultimi due gruppi mostravano prestazioni leggermente inferiori in test di riconoscimento della lettura, memoria di sequenze di immagini e vocabolario. Sebbene le differenze fossero contenute, risultavano costanti nel tempo.

L’analisi, pubblicata in preprint su Pediatrics, ha individuato un’associazione specifica tra uso dei social media e aumento dei sintomi di disattenzione, un legame non osservato per altre attività digitali come il gaming o la visione di programmi. Sul piano della salute mentale a lungo termine, i risultati dello studio di Barzilay sono coerenti con una vasta indagine internazionale pubblicata nel luglio 2025 sul Journal of Human Development and Capabilities. Lo studio ha rilevato che ricevere uno smartphone prima dei 13 anni è associato a peggiori esiti di salute mentale nella giovane età adulta, in particolare tra le donne, inclusi pensieri suicidari, distacco dalla realtà, difficoltà nella regolazione emotiva e riduzione dell’autostima.

Le risposte dei governi: Australia e Francia

Ora il governo francese intende vietare l’accesso ai social network ai minori di 15 anni a partire dall’inizio dell’anno scolastico 2026. Lo prevede un progetto di legge, composto da due articoli, visionato dall’Agence France-Presse e di prossima presentazione al Parlamento. Il testo stabilisce il divieto di fornire servizi di social network online ai minori di quindici anni a partire dal 1° settembre 2026. Nel documento, l’esecutivo giustifica il provvedimento richiamando “numerosi studi e rapporti” che attestano i rischi legati a un uso eccessivo degli schermi digitali da parte degli adolescenti, citando in particolare l’esposizione a contenuti inappropriati, il cyberbullismo e le alterazioni del sonno.

Il primo articolo del progetto si inserisce nel quadro della legge sulla fiducia nell’economia digitale (Lcen) e affida all’Arcom, l’Autorità di regolazione della comunicazione audiovisiva e digitale, il compito di vigilare sull’applicazione del divieto. Il secondo articolo prevede l’estensione ai licei del divieto di utilizzo del telefono cellulare, già in vigore dalla scuola materna alle medie in base a una legge del 2018. Il presidente francese Emmanuel Macron ha indicato il divieto dei social network ai minori di 15 anni come una priorità politica e ha annunciato che il progetto di legge sarà discusso in Parlamento a partire da gennaio. La ministra delegata all’Intelligenza artificiale e al Digitale, Anne Le Hénanff, ha definito il testo “breve e compatibile con il diritto europeo”, in particolare con il Digital Services Act (DSA). Il nuovo progetto si inserisce nel solco di precedenti tentativi legislativi: una legge promulgata nel luglio 2023, che introduceva una maggiore età digitale a 15 anni, non era stata applicata a causa di un blocco a livello europeo. Più recentemente, il Senato francese ha adottato un testo che prevede l’obbligo di autorizzazione dei genitori per l’iscrizione ai social network dei minori tra i 13 e i 16 anni.

L’articolo su Jama

Lo studio su Pediatrics

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