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Ucraina, ecco il decreto del governo per il 2026: aiuti militari ma “priorità per quelli civili, sanitari e di protezione aerea”

Accordo tra Meloni e Salvini: lunedì in Consiglio dei ministri il provvedimento di tre articoli per prorogare l'invio di armi a Kiev. La Lega fa inserire la clausola per gli equipaggiamenti civili. Una norma anche per tutelare i giornalisti freelance
Ucraina, ecco il decreto del governo per il 2026: aiuti militari ma “priorità per quelli civili, sanitari e di protezione aerea”
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Tre articoli. Il primo sulla proroga degli aiuti militari all’Ucraina con “priorità per quelli logistici, sanitari, ad uso civile e di protezione dagli attacchi aerei, missilistici, con droni e cibernetici, in favore delle autorità governative dell’Ucraina”. Il secondo per tutelare i giornalisti freelance che operano sul posto che potranno avere un finanziamento pubblico di 60 mila euro per la formazione e copertura assicurativa per lavorare in Ucraina. Il terzo sui tempi di entrata in vigore. È questo il contenuto del decreto Ucraina che lunedì 29 dicembre sarà approvato dal Consiglio dei ministri dopo l’accordo raggiunto tra la premier Giorgia Meloni e Matteo Salvini che nelle ultime settimane aveva minacciato di non votare il decreto se fosse stata ripresentata la secca proroga degli aiuti militari per Kiev nel 2026.

Il testo del decreto, che Il Fatto può anticipare, è frutto del compromesso tra Lega e Fratelli d’Italia che in questi giorni hanno lavorato a lungo per limare ogni singola parola del provvedimento. Fino all’accordo siglato tra i leader confermato domenica dal ministro della Difesa Guido Crosetto. Dalla Lega filtra soddisfazione per il nuovo provvedimento, cambiato rispetto al testo iniziale.

La premessa contiene alcune richieste del Carroccio, a partire dalla necessità di sostenere la soluzione diplomatica del conflitto anche se non ci sono riferimenti al piano del presidente americano Donald Trump. In primo luogo si ritengono “persistenti la necessità e l’urgenza, connessa al protrarsi del grave conflitto in atto in Ucraina, di prorogare, fino al 31 dicembre 2026, previo atto di indirizzo delle Camere, l’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina (…) nonché di autorizzare interventi di supporto alle attività di assistenza alla popolazione interessata”. Il governo inoltre sottolinea nella premessa l’importanza “degli sforzi in atto a livello internazionale per il raggiungimento di una soluzione al conflitto”.

La novità più rilevante riguarda l’articolo 1 che non contiene solo la proroga secca degli aiuti militari all’Ucraina per tutto il 2026. La Lega infatti ha fatto inserire un’aggiunta: viene data la “priorità” per gli aiuti “logistici, sanitari, ad uso civile e di protezione dagli attacchi aerei, missilistici, con droni e cibernetici, in favore delle autorità governative dell’Ucraina”. Un inciso che serve ad accontentare il Carroccio che aveva chiesto un riferimento al carattere “difensivo” delle armi da inviare.

Inoltre i permessi di soggiorno dei cittadini ucraini possono essere rinnovati fino al 4 marzo 2027. Il secondo articolo, invece, inserisce l’obbligo per i giornalisti freelance che operano sul campo di avere un’adeguata formazione e copertura sanitaria. Per questo, ogni editore può fare richiesta di un finanziamento al dipartimento per l’informazione e l’editoria di Palazzo Chigi pari a 60.000 euro, mentre il fondo sarà di 600 mila euro per il 2026.

Il decreto sarà approvato lunedì 29 nell’ultimo Consiglio dei ministri dell’anno dopo settimane di tensioni e di trattative tra Fratelli d’Italia e la Lega che aveva chiesto discontinuità per votarlo. A gennaio, alla ripresa dei lavori, il ministro della Difesa Crosetto invece si presenterà alle Camere per le comunicazioni ad esso connesse.

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