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Torino, sgomberato il centro sociale Askatasuna dopo l’assalto alla Stampa. Piantedosi: “Dallo Stato segnale chiaro”

L'operazione è scattata all'alba: la Digos riferisce di aver trovato sei attivisti al terzo piano dello stabile, dichiarato inagibile. E il Comune annulla l'accordo per la gestione
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Lo storico centro sociale Askatasuna di Torino è stato sequestrato e sgomberato dalle forze dell’ordine in seguito a una perquisizione. L’operazione è stata disposta nell’ambito dell’indagine sugli assalti alla sede di Leonardo, alle Officine grandi riparazioni (un famoso centro culturale torinese) e alla redazione del quotidiano La Stampa, avvenuti durante manifestazioni pro-Palestina nelle scorse settimane e mesi. Decine gli indagati per danneggiamento, imbrattamenti, invasione di edifici, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. All’alba la Digos e i reparti operativi di Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza hanno circondato la sede di Askatasuna, uno stabile in corso Regina Margherita occupato dal 1996: gli ingressi sono stati sigillati. Setacciate anche le abitazioni di alcuni militanti e di membri dei collettivi studenteschi. Negli anni scorsi alcuni membri del centro sociale e del movimento No Tav erano stati accusati di associazione sovversiva, ipotesi poi derubricata in quella di associazione a delinquere, che però è stata comunque esclusa dai giudici.

Il sindaco: “Violati i divieti, stop all’accordo col Comune”

Il centro sociale era oggetto dallo scorso marzo di un patto di collaborazione tra il Comune e un comitato di garanzia, che prevedeva la trasformazione dell’edificio in “bene comune” e la gestione da parte degli attivisti del solo piano terra, col divieto di accedere a quelli superiori, dichiarati inagibili. Al loro arrivo nello stabile, però, le forze dell’ordine hanno riferito di aver trovato sei persone che dormivano al terzo e ultimo piano. Così il sindaco Stefano Lo Russo, con un comunicato dal linguaggio burocratico, ha dichiarato ufficialmente stracciato l’accordo: “La Prefettura di Torino ha comunicato alla Città l’accertamento della violazione delle prescrizioni relative all’interdizione all’accesso ai locali di corso Regina Margherita 47. Tale situazione configura un mancato rispetto delle condizioni del patto di collaborazione che pertanto è cessato, come comunicato ai proponenti”.

Piantedosi: “Dallo Stato segnale chiaro”. Salvini: “Fuori!”

Soddisfazione per lo sgombero è stata espressa dagli esponenti del governo e della giunta regionale di centrodestra. “Fuori!!!” è stato il sintetico commento dei social del vicepremier e leader leghista Matteo Salvini. “Dallo Stato un segnale chiaro: non ci deve essere spazio per la violenza nel nostro Paese”, ha scritto invece su X il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Per il governatore del Piemonte Alberto Cirio (Forza Italia), “l’operazione conferma che questo centro sociale rappresenta una realtà che si pone al di fuori del rispetto delle regole e del perimetro della convivenza democratica. Accogliamo quindi con favore l’operato della magistratura e del ministero dell’Interno e ringraziamo, ancora una volta, le forze dell’ordine”. Il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, piemontese, si rivolge a Lo Russo: “Caro sindaco, te l’avevo detto, te l’avevamo detto. Quanto emerso oggi conferma ciò che denunciamo da tempo: quel già assurdo patto di collaborazione siglato con il Comune è stato un’altra volta apertamente violato”. “È finita la stagione dell’accondiscendenza e degli ammiccamenti ai violenti, con noi lo Stato è tornato a fare lo Stato. La legalità è di nuovo un valore da rispettare”, festeggia il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami. Stessi toni dal sottosegretario meloniano alla Giustizia Andrea Delmastro: “Viene smantellata una sacca di violenza e illegalità che per troppi anni è stata tollerata e coccolata dalla sinistra”.

Manifestazione di protesta nel pomeriggio

Per le 18 di giovedì è stata convocata una manifestazione di protesta di fronte al centro sociale. Già dal mattino sul posto si sono radunate decine di persone, tenute a distanza dalle forze dell’ordine che hanno cinturato l’edificio: nel primo pomeriggio, dopo un tentativo di bloccare i mezzi al lavoro, il presidio è stato disperso con gli idranti. Il tratto di corso Regina Margherita interessato dallo sgombero è stato chiuso e la viabilità è stata deviata: per motivi di ordine pubblico, le tre scuole che confinano con lo stabile – un nido, una materna e una scuola elementare – resteranno chiuse per due giorni. I manifestanti hanno disteso di fronte al cordone di polizia uno striscione con scritto “Giù le mani da Askatasuna“: “Possono muovere tutti, l’esercito, la Questura, tutti quanti, ma non retrocederemo di un passo”, dicono al microfono. “Questo è un attacco, ma non un attacco all’Askatasuna, è un attacco a tutto il movimento per la Palestina. Pensano di dividerci in buoni e cattivi, ma questi anni, queste lotte, hanno dimostrato che non è così. Facciamo capire dal ministro Piantedosi e a Giorgia Meloni, ma soprattutto anche a Lo Russo, che togliere Askatasuna è togliere un bene della città e un bene di tutti quanti, un bene delle lotte, che da più di trent’anni vive questo quartiere e rende meno schifosa questa città, con percorsi dal basso e di socialità, dai concerti alle iniziative per il quartiere, alle grandi lotte, dalla Valsusa a Torino. Lo diciamo chiaramente a Meloni, a Piantedosi, a Lo Russo: noi non abbiamo paura se Askatasuna viene tolta da corso Regina Margherita 47. L’unica risposta saranno le strade piene di giovani incazzati, che non abbasseranno la testa”.

Il sindacato di polizia: “Lo Stato è passato all’azione”

Sui social i militanti hanno lanciato appelli fin dal mattino parlando di “ingente dispiegamento di mezzi di polizia, camionette e idranti”: “Ancora non è chiara l’entità dell’operazione, chi può ci raggiunga”, hanno scritto. Che lo sgombero fosse l’obiettivo, però, lo aveva confermato una nota del sindacato di polizia Coisp: “Quanto sta accadendo in queste ore ad Askatasuna a Torino non è una semplice perquisizione: lo Stato ha deciso di passare all’azione in modo deciso e concreto”, ha affermato il segretario Domenico Pianese. “A seguito dell’indegno assalto alla redazione de La Stampa e delle gravi violenze che hanno caratterizzato alcune delle manifestazioni degli ultimi mesi, ieri sono stati inviati in rinforzo a Torino oltre trecento poliziotti dei reparti mobili per sostenere l’azione delle forze dell’ordine sul posto. Non si tratta solo di una perquisizione dei locali e delle abitazioni: le autorità competenti sono pronte ad attuare lo sgombero dello stabile occupato, se necessario, per ristabilire legalità e ordine in una situazione che ha superato ogni limite tollerabile”, aggiunge.

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