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Giappone, stretta su chi va in bicicletta ubriaco. Quasi 900 patenti sospese in nove mesi

Con l’entrata in vigore del nuovo codice della strada sono aumentati i controlli e le pene per i comportamenti pericolosi. La ratio? Chi guida in stato di ebbrezza in bici può farlo anche in auto
Giappone, stretta su chi va in bicicletta ubriaco. Quasi 900 patenti sospese in nove mesi
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In Giappone cresce l’attenzione delle autorità nei confronti della sicurezza stradale e, in particolare, di un comportamento spesso sottovalutato: andare in bicicletta dopo aver bevuto alcolici. Tra gennaio e settembre 2025 quasi 900 persone hanno subito la sospensione della patente di guida dopo essere state fermate mentre pedalavano in stato di ebbrezza. Un dato significativo, che riflette l’impatto delle nuove norme entrate in vigore alla fine del 2024.

La revisione del codice della strada ha infatti introdotto sanzioni più severe anche per chi utilizza la bicicletta. Superare la soglia consentita di alcol nel sangue non comporta più soltanto una multa, ma come detto può portare direttamente alla sospensione della patente, anche se l’infrazione avviene su un mezzo considerato leggero. L’obiettivo delle autorità è chiaro: prevenire comportamenti pericolosi e ridurre il rischio che chi dimostra scarsa responsabilità in bici possa poi mettersi alla guida di un’auto.

Secondo la polizia giapponese, il ciclismo in stato di ebbrezza rappresenta un pericolo reale, soprattutto nelle aree urbane densamente popolate, dove biciclette, pedoni e automobili condividono spazi spesso limitati. Gli incidenti causati dall’alcol, anche sulle due ruote, possono avere conseguenze gravi e coinvolgere altri utenti della strada.

Le sanzioni previste sono particolarmente dure. Oltre alla sospensione della patente, i trasgressori rischiano multe elevate e, nei casi più seri, anche pene detentive che possono arrivare fino a tre anni di carcere. Una linea dura che vuole scoraggiare in modo deciso ogni forma di guida in stato alterato.

Le nuove regole rientrano in un piano più ampio di rafforzamento della sicurezza stradale. Dal 2026 saranno infatti puniti anche altri comportamenti ritenuti pericolosi, come l’uso dello smartphone mentre si pedala, il mancato rispetto dei semafori, l’assenza di luci di notte o l’abitudine di andare in bicicletta con l’ombrello aperto.

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