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“Paghiamo vecchi errori, siamo stati cicale. Ma devo dire una cosa: vogliamo bene all’Italia”: lo sfogo di Buffon sulla nazionale

L'attuale capo della delegazione azzurra ha analizzato la situazione del calcio italiano: "Bisogna ripartire dal basso: intendo da sette a tredici anni"
“Paghiamo vecchi errori, siamo stati cicale. Ma devo dire una cosa: vogliamo bene all’Italia”: lo sfogo di Buffon sulla nazionale
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“Stiamo vivendo un periodo di transizione e non abbiamo capito quale strada prendere. Paghiamo anche gli errori del passato”. A pochi giorni dai sorteggi playoff per i Mondiali 2026 – con l’Italia che sfiderà l’Irlanda del Nord in semifinale e la vincitrice tra Galles e Bosnia-Erzegovina in finale – a parlare a La Gazzetta dello Sport è Gianluigi Buffon, ex portiere della nazionale e oggi capo della delegazione azzurra.

Lo stesso Buffon – dopo i Mondiali di Sudafrica 2010 – aveva dichiarato: ‘Tra qualche anno ci ritroveremo a festeggiare la qualificazione, non un Mondiale vinto”. Parole che lette oggi sembrano profetiche: “Avevo capito quello che stava succedendo, i cambiamenti in corso erano più veloci di quanto si pensasse. Era una provocazione, ma fino a un certo punto. Volevo anche che non ci raccontassimo storie che non esistono più”.

Buffon ha poi spiegato quali secondo lui sono stati gli errori del passato: “I risultati di oggi risalgono a venti anni fa, a quando ci siamo adagiati sulla nostra forza, su Buffon, Cannavaro, Totti. Pensando che sarebbe stato eterno per grazia ricevuta. Già allora dovevi ripensare a modelli tecnici e tattici, ma siamo stati cicale”.

Trovare una soluzione non è sicuramente semplice, ma Buffon non ha dubbi: “Bisogna ripartire dal basso: intendo da sette a tredici anni, quando c’è il vero imprinting. Dai quindici anni puoi sempre migliorare, però il talento si forma prima, oltre all’aiuto di madre natura che non trascurerei. Con Prandelli stiamo parlando per capire come impostare questo lavoro. Ma una cosa è sicura: dobbiamo tornare ad allenare le abilità”.

Intanto l’Italia giocherà i playoff a marzo: semifinale contro l’Irlanda del Nord, eventuale finale contro la vincitrice tra Galles e Bosnia-Erzegovina. A qualificarsi direttamente alla fase finale è stata la Norvegia di Haaland, che ha chiuso con un percorso netto, con sole vittorie: “Una top. Una delle tre o quattro più forti d’Europa. La Norvegia farà strada al Mondiale: ha entusiasmo perché sa di poter scrivere la storia, due o tre talenti che spaccano, e una fisicità unita al dinamismo, impressionante”.

In chiusura anche un appello in vista dei playoff, con l’Italia che può tornare a giocare un mondiale dopo 12 anni: “I ragazzi vogliono anche essere apprezzati, hanno bisogno d’affetto. Di entusiasmo. Loro danno disponibilità totale. Posso fare un appello? Vogliamo bene all’Italia. Tutti”.

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