In occasione del 4 novembre, la giornata dedicata alle Forze Armate, gli studenti e gli insegnanti della capitale sono scesi in piazza per dire no alla militarizzazione della scuola pubblica. L’appuntamento davanti al Mim, il Ministero dell’Istruzione e del Merito, è diventato l’occasione anche per protestare contro il recente annullamento, da parte del Ministero, dell’accredito come corso di formazione professionale al convegno “La scuola non si arruola”, organizzato dal Cestes (Centro studi trasformazioni economiche sociali, accreditato da viale Trastevere) in collaborazione con l’Osservatorio nazionale contro la militarizzazione delle scuole e delle università.
“L’evento si è tenuto lo stesso – dichiara Roberta Leoni, presidente dell’Osservatorio – è stata per noi una forma di disobbedienza civile”. Il Cestes però, dopo la decisione del Ministero, ha dovuto fare un passo indietro e non ha potuto partecipare all’evento. “Questa secondo noi – spiega Luciano Vasapollo, direttore del Cestes e docente universitario da qualche giorno in pensione – è una scusa da parte di un governo di destra per togliere l’accreditamento a questo ente, riconosciuto da oltre trent’anni dal Ministero come ente formatore”.
Al presidio erano presenti anche alcuni studenti del Liceo Righi di Roma, che nella notte tra il 3 e il 4 novembre, mentre si trovavano all’interno della scuola occupata, sono stata assaltati da un gruppo di giovani incappucciati al grido “duce, duce.”