La polemica sulla parola “cortigiana” non si spegne e approda a In Altre Parole, il talk condotto da Massimo Gramellini, su La7. Protagonisti del confronto: il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, e l’ex ministra della Sanità Rosy Bindi, chiamata a commentare le accuse di sessismo lanciate da Giorgia Meloni e dalla destra di governo dopo l’intervista che il leader sindacale ha rilasciato a Dimartedì (“Meloni si è limitata a fare la cortigiana di Trump” su Gaza).
Due giorni dopo, la presidente del Consiglio ha replicato con durezza sui social, estendendo la sua indignazione all’opposizione: “Ed ecco a voi un’altra splendida diapositiva della sinistra: quella che per decenni ci ha fatto la morale sul rispetto delle donne, ma che poi, per criticare una donna, in mancanza di argomenti, le dà della prostituta”.
Interpellato da Gramellini, Landini ha respinto le accuse di sessismo e ha spiegato il senso della sua frase: “No, con “cortigiana” non intendevo “donna dai facili costumi” nel modo più assoluto, anche perché immediatamente la stessa sera avevo potuto dire con chiarezza il mio pensiero. Provate a pensare alla scena che abbiamo visto tutti: Trump firma quel famoso accordo di pace che in realtà è una tregua fragile. Non c’erano né gli israeliani né i palestinesi, ma solo quattro che firmavano e una quantità di capi di governo dietro che non avevano firmato nulla e che non si capisce perché fossero lì. Quell’immagine mi ha dato l’idea del sovrano e di una corte di soggetti che non c’entravano nulla”.
Poi l’affondo politico:“Io avevo vissuto come un’offesa, non a me, ma ai milioni di persone che in Italia sono andate in piazza per Gaza e che hanno difeso, secondo me, l’onore dell’Italia. Le dichiarazioni pesantissime fatte contro gli italiani che hanno difeso l’idea della solidarietà, della democrazia, della giustizia, mi hanno indignato. E ho trovato anche singolare che la reazione della premier sia arrivata 48 ore dopo la mia intervista, guarda caso il giorno prima che uscisse la legge di bilancio. Un modo per parlare d’altro e per descrivere una Cgil che non si occuperebbe dei problemi dei lavoratori”.
Sull’argomento è intervenuta Rosy Bindi, che ha ricordato come lei stessa sia stata oggetto di insulti sessisti in passato, quando nel 2009 Silvio Berlusconi, ospite di Porta a Porta, le disse: “Lei è più bella che intelligente”.
“In quell’occasione, a differenza di questa, non era sbagliata la parola, il concetto era proprio chiaro: era un insulto bello e buono – ha ironizzato Bindi – Nel caso di Landini, penso che la parola poteva non essere usata, perché ha quel significato che ha: uno apre il vocabolario e ci trova scritto determinate cose, tanto è vero che Floris ha reagito subito. Io però il concetto lo condivido tutto e anch’io sono rimasta molto sorpresa del fatto che si sia reagito 48 ore dopo”.
E ha aggiunto: “Io sono sicura che Landini non volesse dire quello che c’è scritto nel vocabolario, ma bisogna stare attenti, perché questi usano tutto come arma di distrazione di massa. Gli serve tutto pur di non parlare dei problemi veri e reali del Paese. E noi purtroppo qualche volta ci caschiamo”.
In chiusura, Bindi ha colto l’occasione per stuzzicare il segretario della Cgil: “A me le scuse di Berlusconi non sono mai arrivate, sono cadute in prescrizione ormai, anche perché penso che lui sia nella pace del Signore che accoglie tutti, quindi non ci sono problemi. Però sfiderei Landini a superare Berlusconi e a chiedere scusa“.
Landini ha tagliato corto: “No, no”.