All’altezza di via Melchiorre Gioia i partecipanti al primo dei due cortei organizzati a Milano per protestare contro lo sgombero del centro sociale Leoncavallo, sono entrati nel cantiere del ‘Pirellino‘, tra le opere al centro delle inchieste sull’urbanistica, lanciando slogan contro il Comune di Milano e Manfredi Catella, manager indagato dalla Procura di Milano per presunti abusi edilizi.
L’irruzione, pacifica e simbolica, è avvenuta sotto gli occhi della forze dell’ordine, che sono in testa e in coda al corteo. I manifestanti sono saliti in cima al cantiere, sopra la grande pubblicità che campeggia sull’incrocio con Melchiorre Gioia, utilizzando le stesse scale di cantiere che si trovano a lato. Gli attivisti hanno acceso fumogeni e lanciato petardi, mentre i manifestanti in strada, tra canti e balli hanno invocato agli altoparlanti dei furgoni “spazi pubblici non speculazione edilizia”.
La protesta è stata condannata da Manfredi Catella, fondatore e Ceo del colosso immobiliare Coima coinvolto nelle inchieste della Procura di Milano sulla gestione dell’urbanistica. “Le manifestazioni violente con azioni illegali e le occupazioni abusive da parte dei cortei formati dai centri sociali, con la partecipazione di rappresentanti di espressioni politiche, rappresentano evidentemente la nuova proposta del cosiddetto modello Milano, che interpreta la democrazia urbanistica invocata da alcuni” è il commento diffuso con una nota. “L’opinione pubblica potrà scegliere se questa è la Milano che vogliamo” ha concluso. “Il dottor Catella farebbe meglio a non chiacchierare su e di Milano, farebbe una figura migliore” è la replica riportata da Repubblica del consigliere regionale del Pd, Pierfrancesco Majorino.