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Lunedì c’è Israele-Italia, Mancini: “Vivo la situazione di Gaza con tristezza, ma noi dobbiamo adattarci a quello che ci viene detto dall’alto”

Il difensore della Nazionale intervistato prima dei due match validi per le qualificazioni ai Mondiali: la sua posizione sulla Palestina è la stessa del ct Gattuso
Lunedì c’è Israele-Italia, Mancini: “Vivo la situazione di Gaza con tristezza, ma noi dobbiamo adattarci a quello che ci viene detto dall’alto”
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“Vivo tutto con tristezza, mi immedesimo in quei genitori che prendono i loro figli in braccio, immagini scioccanti“. Il difensore della Roma e della Nazionale Gianluca Mancini descrive così il suo stato d’animo rispetto al genocidio in corso a Gaza. Ma se si tratta di prendere posizione sull’esclusione di Israele dalle competizioni sportive o sull’opportunità di non giocare la partita contro la Nazionale di Tel Aviv, Mancini riprende la linea pilatesca del ct Gennaro Gattuso: “Come ha detto il mister, noi dobbiamo adattarci a quello che ci viene detto dalle componenti più in alto di noi”. Così ha risposto il difensore durante un’intervista ai microfoni della Rai, prima delle due sfide che attendono l’Italia, entrambe valide per le qualificazioni ai prossimi Mondiali: venerdì contro l’Estonia, lunedì 8 settembre proprio contro Israele, a Debrecen, in Ungheria.

Da mesi, anche in Italia, si moltiplicano gli appelli che chiedono di escludere Tel Aviv da tutte le competizioni sportive internazionali come risposta al genocidio in corso a Gaza. A decidere, su questo ha ragione Mancini, devono essere il Cio per quanto riguarda lo sport, Fifa e Uefa nello specifico per il pallone. E il presidente dell’organismo europeo, Aleksander Ceferin, ha spiegato chiaramente in un’intervista a Politico che l’esclusione di Israele non avverrà perché a chiederla è la società civile, mentre nel caso della Russia si è deciso diversamente per via delle “pressioni politiche” arrivate all’Uefa.

In Italia però le polemiche riguardano anche la partita tra Italia e Israele che si giocherà il prossimo 14 ottobre a Udine, con il sindaco Alberto Felice De Toni, che ha proposto di rinviare la partita: “Fermiamoci, giocare adesso sarebbe inopportuno”. Per ora però, nel mondo del pallone italiano solo l’associazione allenatori di Renzo Ulivieri ha preso posizione. Il ministro Abodi si dice contrario, la Figc non si esprime. E i calciatori per ora rispettano la linea, preferiscono non esporsi.

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