In un intervento amaro e durissimo, il deputato di Avs Nicola Fratoianni, ospite di In Onda (La7), ha denunciato con parole forti la drammatica situazione nella Striscia di Gaza, definendola senza esitazioni “un genocidio in diretta televisiva e social”. Un’accusa rivolta non solo al governo israeliano ma anche alla comunità internazionale, che sta voltando le spalle di fronte allo sterminio del popolo palestinese.
“Se è possibile fare un genocidio come quello che è in corso da 700 giorni in diretta e nessuno interviene – ha affermato il parlamentare – siamo di fronte a qualcosa che va oltre. Li stanno sterminando un giorno dopo l’altro”.
Fratoianni ha allargato lo sguardo al contesto geopolitico mondiale, denunciando l’erosione sistematica del diritto internazionale e il crescente disprezzo delle regole globali da parte delle destre mondiali, a partire da Donald Trump, citato come simbolo di un potere politico che ha “fatto saltare per aria ogni vincolo”: “Nel mondo le destre hanno cancellato ogni limite al potere assoluto della politica, dei soldi, degli interessi. Trump vede il diritto internazionale come il suo principale avversario. E oggi quel diritto sta saltando per aria”.
Fratoianni ha poi criticato duramente anche il comportamento del governo Meloni, accusando alcuni ministri di complicità morale per aver espresso vicinanza a Benjamin Netanyahu, il primo ministro israeliano: “Abbiamo ministri che dicono di stringere la mano a Netanyahu, lo facciamo sorvolare il nostro spazio aereo. E intanto a Gaza si continua a morire”.
Infine, un passaggio personale e un appello accorato: “Io sono pacifista, ho un lungo curriculum – chiosa – Ma di fronte a questa vicenda anche le convinzioni vacillano. Perché uno si chiede: c’è un modo di fermare questi criminali? L’Italia o qualcuno può fermarli, in qualunque modo? Qualcuno intervenga. Il mondo non può rimanere a guardare”.