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Usa, il Pentagono interrompe le “operazioni offensive” di cyber-guerra contro la Russia

L'ordine, partito prima dello scontro tra Trump e Zelensky, farebbe parte di un tentativo di coinvolgere Mosca nei colloqui sulla guerra ucraina
Usa, il Pentagono interrompe le “operazioni offensive” di cyber-guerra contro la Russia
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Il cammino verso la distensione tra Washington e Mosca passa anche attraverso lo stop alla “cyber war”. Poco prima dell’incontro tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca, il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha ordinato al “Cyber Command” degli Stati Uniti di fermare le “operazioni offensive” contro la Russia, secondo quanto riferito da tre funzionari del Pentagono al New York Times. La mossa fa parte di un piano più ampio per coinvolgere il presidente russo Vladimir Putin nei colloqui sull’Ucraina e nell’inizio di nuovi rapporti tra Mosca e Washington. La decisione sarebbe stata presa prima dello scontro nello Studio Ovale tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky.

Alcuni ex funzionari interpellati da quotidiano hanno ricordato come sia pratica comune per i leader ordinare pause nelle operazioni militari durante le trattative diplomatiche più delicate. Tuttavia l’interruzione delle cyberoperazioni offensive contro Mosca è un’enorme scommessa. Secondo molti osservatori, mantenere aperta la possibilità di intervenire sulle principali reti russe a fini di spionaggio è fondamentale per comprendere le intenzioni di Putin mentre avvia i negoziati e per tenere traccia delle discussioni in Russia su quali condizioni insistere e a cosa rinunciare.

L’amministrazione Trump potrebbe fare affidamento sul fatto che, in questo clima di dialogo, Putin ricambi la cortesia allentando quella che molti chiamano la “guerra ombra” che Vladimir Putin sta conducendo contro gli Stati Uniti e i suoi alleati in Europa. Nell’ultimo anno, gli attacchi informatici contro ospedali, infrastrutture e città americane sono aumentati. Funzionari hanno affermato che Mosca ha continuato a cercare di penetrare nelle reti statunitensi anche nelle prime settimane dell’amministrazione Trump. Il Cremlino ha anche condotto un’aggressiva campagna di influenza durante le ultime presidenziali, secondo i resoconti delle agenzie di intelligence durante l’amministrazione Biden. Ma l’amministrazione Trump ha già iniziato a smantellare gli sforzi dell’Fbi e di altre agenzie contro la propaganda russa, e l’ordine del Pentagono bloccherebbe, almeno per ora, qualsiasi ulteriore tentativo di contrastare future campagne da parte di Mosca.

Nessuno a Washington fa mistero di voler migliorare la qualità dei rapporti con Mosca. Il Segretario di Stato Marco Rubio ha descritto domenica l’urgenza di portare la Russia al tavolo dei negoziati sulla questione dell’Ucraina, pur riconoscendo che non è chiaro se Putin sia pronto a raggiungere un accordo. “Non li porterai al tavolo se li insulti, se sei antagonista”, ha detto Rubio alla Abc.

L’ordine di Hegseth è stato riportato per la prima volta da The Record, magazine specializzato in questioni di sicurezza informatica. Il Pentagono e lo US Cyber ​​Command hanno rifiutato di commentare. Chuck Schumer, democratico di New York e leader della minoranza, ha affermato che Trump sembra dare a Putin “un lasciapassare gratuito mentre la Russia continua a lanciare operazioni informatiche e attacchi ransomware contro infrastrutture americane critiche” e ha definito la mossa dell’amministrazione “un errore strategico critico”.

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