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Referendum Giustizia

Settimana del No

Giustizia

3 Febbraio 2025

Ultimo aggiornamento: 12:32 del 4 Febbraio 2025

Salerno, il tesoriere del Pd campano Nicola Salvati arrestato per riciclaggio e associazione a delinquere: il partito lo sospende dalla carica

di F. Q.
Secondo l'accusa, si occupata di riciclare proventi illeciti versati da cittadini extracomunitari, che pagavano per ottenere permessi di soggiorno
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Salerno, il tesoriere del Pd campano Nicola Salvati arrestato per riciclaggio e associazione a delinquere: il partito lo sospende dalla carica
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Il tesoriere del Pd campano Nicola Salvati è stato arrestato e posto in custodia cautelare ai domiciliari nell’ambito di un’inchiesta della Procura antimafia di Salerno su una presunta associazione a delinquere finalizzata a favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, corruzione, falso in atto pubblico e autoriciclaggio. Il partito lo ha immediatamente sospeso dalla carica, come ha comunicato in una nota il commissario regionale, il senatore Antonio Misiani: “In relazione all’inchiesta condotta dalla Procura distrettuale di Salerno che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali nei confronti di 31 persone, il Pd Campania comunica che il dottor Nicola Salvati, coinvolto nell’inchiesta in relazione alla sua attività professionale, ai sensi dello Statuto e del Codice etico del Pd e facendo salvo il principio di presunzione di innocenza, è stato cautelativamente sospeso dall’anagrafe degli iscritti del Pd e sollevato dal suo incarico di tesoriere del Pd Campania”, si legge.

Secondo quanto emerso dalle indagini, la banda ha presentato oltre duemila false richieste di nulla osta al lavoro nell’ambito dei decreti “Flussi” ed “Emersione”, in favore di cittadini extracomunitari disposti a pagare somme anche molto elevate pur di ottenere un permesso di soggiorno in Italia a scopo lavorativo. Per farlo, sostengono gli inquirenti, gli indagati si avvalevano di aziende compiacenti o create ad hoc, nonché di professionisti e intermediari pubblici e privati. Coinvolti nell’inchiesta pubblici ufficiali degli Ispettorati territoriali del lavoro di Salerno e Napoli che, in cambio di denaro, garantivano l’esito favorevole delle istanze e l’emissione dei falsi titoli d’ingresso o di soggiorno. Altri soggetti tra cui Salvati, invece, si occupavano secondo l’accusa di riciclare i proventi illeciti raccolti dai cittadini stranieri, spesso a fronte dell’emissione di false fatture di copertura.

Anomalie sul fronte migratorio in Campania erano state segnalate da Giorgia Meloni, che lo scorso anno aveva presentato un esposto al procuratore nazionale Antimafia Giovanni Melillo sui flussi di lavoratori stranieri. La leader di Fratelli d’Italia aveva denunciato come la criminalità organizzata si fosse “infiltrata nella gestione delle domande” per i flussi di migranti per ragioni di lavoro, “utilizzati come meccanismo per consentire l’accesso in Italia, per una via formalmente legale e priva di rischi, a persone che non ne avrebbero avuto diritto, verosimilmente dietro pagamento di somme di denaro“. E citava i “dati allarmanti” ricavati da un monitoraggio sui due decreti flussi varati durante il suo governo: “Da alcune regioni, su tutte la Campania, abbiamo registrato un numero di domande totalmente sproporzionato rispetto al numero dei potenziali datori di lavoro”.

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Adn Kronos
  • 08:13 - **Microsoft: Antitrust avvia istruttoria su aumento prezzo abbonamento 'Microsoft 365'**

    Roma, 26 giu. - (Adnkronos) - L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato annuncia di avere avviato un’istruttoria nei confronti delle società Microsoft Ireland Operations Ltd. e Microsoft S.r.l. per "pratica commerciale scorretta relativa alle informazioni sull’aumento del prezzo di abbonamento al servizio 'Microsoft 365' ". Queste - sottolinea l'Antitrust - "sarebbero state presentate ai consumatori in modo frammentato, senza evidenziare adeguatamente che 'Microsoft 365' è stato integrato dai servizi di intelligenza artificiale “Copilot” e “Designer”. Inoltre, ai consumatori sarebbe stato imposto, come opzione di default e salvo l’esercizio del recesso, un nuovo piano di abbonamento con un prezzo più elevato".

    Secondo l’Autorità, questa condotta sarebbe "contraria alla disciplina consumeristica perché Microsoft non avrebbe fornito agli utenti informazioni sufficienti per apprezzare le modifiche apportate al servizio offerto e, per l’effetto, assumere scelte informate e consapevoli sull’opportunità o meno di procedere al rinnovo contrattuale. La stessa modalità comunicativa costituirebbe anche una pratica aggressiva perché avrebbe indebitamente compresso l’autonomia negoziale dei consumatori".

  • 19:10 - Mondiali 2026, Norvegia-Francia: in palio il primato del Gruppo I, Blues avanti a 1,62 su Sisal.it

    Roma, 25 giu. - (Adnkronos) - Il Mondiale entra sempre più nel vivo e le gare si fanno via via più interessanti. Norvegia – Francia, ad esempio, è il match che assegna il primato del Gruppo I: entrambe a 6 punti e certe della qualificazione, le due squadre andranno a caccia del successo che decreterà chi sarà la regina del girone. La Francia ha il vantaggio della differenza reti, a Mbappè e compagni basterà quindi il pareggio per blindare il primo posto e scegliersi la strada verso il MetLife Stadium di New York per il turno successivo. Per gli esperti di Sisal, la squadra di Deschamps non si accontenterà, la vittoria è infatti a 1,62, mentre il tris di vittorie norvegese sale a 4,50, stessa quota per il pareggio. Quel che è certo è che vedremo in campo due delle squadre con il miglior potenziale offensivo del torneo: 7 gol in due gare per la Norvegia, 6 per la Francia. Ci si aspetta dunque una sfida all’insegna dello spettacolo, con entrambe in rete, a 1,72, e da Over 2,50, a 1,60.

    Norvegia – Francia sarà anche il duello tra due indiscutibili protagonisti di questo Mondiale: Haaland da un lato, Mbappè dall’altro. Entrambi non hanno tradito le aspettative della viglia e hanno trascinato le rispettive squadre verso la vetta del Gruppo: quattro reti a testa in due gare, con due doppiette a partita. Chi sarà più decisivo nella sfida del gol? Per gli esperti Sisal è in vantaggio il francese, con la marcatura a 1,80 contro 2,50 del norvegese mentre la terza doppietta è a 5,00 per l’attaccante del Real Madrid e a 7,50 per quello del Manchester City. Mbappè è in leggero vantaggio anche nella sfida dei tiri in porta, a 2,25 contro il 2,75 di Haaland e il 3,75 del pareggio.

  • 18:57 - Cartabellotta: "Il Ssn fatica ad adattarsi alla rivoluzione digitale"

    Roma, 25 giu. (Adnkronos Salute) - "La trasformazione digitale offre grandissime opportunità in tutti gli ambiti: il vero problema è che noi non riusciamo a colmare il gap tra la capacità della tecnologia di svilupparsi continuamente e molto rapidamente e la capacità del Servizio sanitario nazionale di adattarsi a questa evoluzione da un punto di vista organizzativo, amministrativo e burocratico". A dirlo è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, a margine della seconda giornata di 'We Make Future 2026', il festival dedicato alla tecnologia e all’innovazione digitale fino a domani nei padiglioni di BolognaFiere.

    "Questo gap si allarga continuamenteù - spiega Cartabellotta - quindi dobbiamo riuscire a rendere accessibili ai pazienti che ne hanno bisogno tutte le innovazioni tecnologiche e farmacologiche in modo da non creare disparità di accesso, perché oggi si stanno creando disuguaglianze digitali che si aggiungono a quelle già esistenti. Quindi bisogna investire sull’alfabetizzazione digitale e sull’informazione di cittadini e pazienti".

    In quest’ottica, "We Make Future rappresenta una sorta di punta di diamante nella divulgazione di questi strumenti ma si parla sempre tra addetti ai lavori: mi piacerebbe che anche le istituzioni sanitarie partecipassero in maniera proattiva a questo tipo di manifestazioni perché è fondamentale modificare l’assetto normativo che va ad ostacolare l’applicazione dell’innovazione tecnologica e la trasformazione digitale del Ssn" conclude Cartabellotta.

  • 18:44 - Doncic al Foro Italico, canestri sul Centrale per la stella Nba

    Roma, 25 giu. (Adnkronos) - Il primo canestro di Luka Dončić al Centrale del Foro Italico è molto più di una semplice immagine suggestiva: è un’anticipazione di futuro. Per un giorno, il cuore del Foro Italico si è trasformato da campo da tennis che ha ospitato il numero uno del mondo Jannik Sinner, ad arena di basket, dimostrando in modo tangibile ciò che il Centrale potrà diventare nei prossimi anni: uno spazio contemporaneo, coperto, polifunzionale e capace di ospitare grandi eventi internazionali durante tutto l’anno. Accolto dal presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma e dall’amministratore delegato Diego Nepi Molineris, Dončić ha calcato “il parquet” allestito in appena 48 ore nell’ambito del progetto Sport Illumina, regalando a Roma un’immagine che parla di innovazione, versatilità ma soprattutto futuro.

    La presenza della stella dei Los Angeles Lakers assume un significato ancora più rilevante alla luce del suo coinvolgimento nel progetto della nuova Basketball Club Roma SPQR, nato con l’ambizione di riportare il grande basket nella Capitale e di accompagnare Roma verso le future sfide della Nba in Europa. “L’evoluzione del Centrale, con la sua trasformazione strutturale, rappresenta un passaggio strategico per rendere il Foro Italico un luogo sempre più moderno, attrattivo e capace di ospitare eventi sportivi e di intrattenimento durante tutto l’anno. È una visione che guarda al futuro dello sport e della città di Roma”, le parole del presidente di Sport e Salute, Marco Mezzaroma.

    “Vedere Luka Dončić segnare al Centrale significa vedere, per qualche istante, il futuro prendere forma. In due giorni abbiamo trasformato un campo da tennis in un’arena di basket: è la dimostrazione concreta della flessibilità e della vocazione internazionale di questo impianto. Il Foro Italico non si limita a seguire il cambiamento: vuole essere il luogo in cui il cambiamento accade”, ha detto l’ad di Sport e Salute Diego Nepi Molineris. Per qualche minuto il futuro è sembrato già presente. E Roma ha potuto immaginare cosa significa avere nel Foro Italico una delle più innovative arene multifunzionali d’Europa.

  • 18:10 - Sostenibilità, Grandi (Comune Milano): "Transizione ecologica necessaria per benessere e costi"

    Milano, 25 giu. (Adnkronos) - “Questa è una sfida importantissima e dobbiamo capire una cosa: la transizione ecologica, la necessità di cambiare i nostri consumi, l'economia circolare, l'attenzione all'ambiente, al suolo, al clima, non sono cose che dobbiamo fare solo perché ci fanno stare un po’ meglio, ma anche perché sono economicamente vantaggiose e non ci possiamo più permettere di affrontare i cambiamenti climatici come li stiamo affrontando adesso, con dei costi che ricadono sulla società e quindi su di noi”. E’ quanto affermato da Elena Eva Maria Grandi, assessora all'Ambiente e Verde, alla presentazione dell’Accordo Quadro per la sostenibilità siglato tra CoReVe - il Consorzio Recupero Vetro - e l’Università Iulm, presentato all’università Iulm alla presenza, tra gli altri, della Prof.ssa Federica Ricceri, Delegata alla Sostenibilità e alla Social Responsibility dell’Università Iulm, e Gianni Scotti, Presidente di CoReVe.

    Poi prosegue: “E’ importante capire che la strada che dobbiamo percorrere va attraversata insieme, da soli gli amministratori pubblici e la politica non fanno niente se non ci sono le aziende, le imprese, i centri di ricerca, le università. Stiamo lavorando tutti insieme con una serie di progetti del Comune di Milano, lavoriamo per trovare più soluzioni possibili ognuno nel suo pezzetto da sommare con gli altri per avviarci verso quel percorso che è l'agenda 2030, anche se sul 30 siamo molto indietro. Voi studenti avete in mano il futuro del nostro paese e del pianeta, tanto più sarete consapevoli e preparati, in grado di diventare comunicatori e narratori di un cambiamento necessario, e tanto più noi forse riusciremo ad accelerare su quella transizione che dobbiamo assolutamente compiere e portare a termine, da portatori di quei messaggi di consumi consapevoli in economia circolare”. E ancora: “Ad esempio il vetro è una materia preziosissima, una materia tra le più antiche che l'uomo ha elaborato capace di rigenerarsi continuamente. Apparentemente ha meno pericolosità della plastica, nei nostri mari banalmente affonda, ma se non continueremo a lavorare tutti per il riuso ed il riciclo e riutilizzo del vetro, avremo perso una grande risorsa, ovvero quella di una materia già lavorata che possiamo continuamente trasformare in altri oggetti”.

    “Quanto alla raccolta differenziata Milano è una città europea - sostiene l’assessora - e le grandi metropoli sono macchine più complesse da gestire. In Europa siamo una città con una percentuale tra il 63/64% di raccolta differenziata. Abbiamo ambizioni di migliorare rapidamente e di raccoglierne di più, ma dobbiamo mettere a terra azioni che facilitano questa crescita. Il nostro meccanismo di porta a porta è gestito da un'azienda partecipata del Comune che è Amsa, del gruppo A2A, che ogni settimana raccoglie due, tre, quattro volte i rifiuti: è evidente che questo non basta. Abbiamo una città che è sempre più meta di turismo e che ha un'attività culturale e di divertimento notturno intenso. Ecco noi su questo dobbiamo lavorare perché le nostre aree di movida sono aree estese dislocate in tutta la città, nel centro ma non solo, e l'idea di immaginare una raccolta del vetro localizzata, come dovremmo fare per la plastica, anche nelle aree della movida, andando a sommarsi a case, uffici, alberghi, strada, diventa sempre più difficile, proprio perché molteplici sono i luoghi in cui si mangia e si beve. Tradotto: si producono molti più rifiuti in luoghi ancora più complicati da gestire per un’azienda che punta ad incrementare la raccolta differenziata”.

  • 18:06 - L'indagine, ‘salumi nella dieta ma più informazione’, al via Buoni a sapersi

    Roma, 25 giu. (Adnkronos Salute) - Gli italiani continuano a consumare i salumi, ma desiderano informazioni più approfondite e verificabili sul loro profilo nutrizionale e sul loro impatto sulla salute. Sono i risultati di una indagine diffusi per l’avvio della campagna informativa ‘Buoni a sapersi’, da parte di Ivsi– Istituto valorizzazione salumi italiani, con il sostegno di Assica – Associazione industriali delle carni e dei salumi. Al centro della campagna trova spazio l’Osservatorio di Ivsi, un progetto dedicato al monitoraggio delle percezioni dei consumatori e delle conversazioni online sui salumi, con l’obiettivo di promuovere una corretta informazione scientifica e contrastare eccessive semplificazioni e allarmismi, in un panorama informativo molto spesso impreciso e frammentato.

    L’Osservatorio - informa una nota - nasce da una doppia attività di indagine realizzata con il supporto dell’ente di ricerca AstraRicerche, che ha coinvolto oltre 1.200 italiani tra i 18 e i 70 anni nel mese di giugno, e di Extreme, società specializzata nell'analisi strategica delle conversazioni web e social e nella data intelligence, che ha analizzato oltre 10mila contenuti pubblicati online tra novembre 2025 e maggio 2026. Alla campagna Buoni a Sapersi sarà inoltre dedicato un sito web – salumi-buoniasapersi.it – che ospiterà i dati dell’Osservatorio e offrirà approfondimenti e informazioni utili su salumi e nutrizione, oltre a contenuti finalizzati a “sfatare falsi miti ed eccessive semplificazioni” che ancora persistono sui prodotti di questo settore. La campagna coinvolgerà anche i social media e vedrà il coinvolgimento di alcuni professionisti e creator specializzati in nutrizione e divulgazione scientifica.

    Nel dettaglio i risultati evidenziano che oltre il 60% degli intervistati dichiara di consumare salumi almeno una volta alla settimana, mentre solo il 4,8% non li consuma mai. Il consumo quotidiano resta invece marginale (2,3%), confermando che questi prodotti rappresentano una presenza stabile, ma generalmente moderata, nelle abitudini alimentari del Paese. Nonostante ciò - riferisce la nota - il 38,1% degli italiani afferma di sentirsi poco o per nulla informato sui valori nutrizionali dei salumi, mentre appena il 7,8% si considera molto informato. Vi sono poi diversi fattori che impensieriscono gli italiani: le principali preoccupazioni riguardano la presenza di conservanti e additivi (40,1%), l’impatto sulla salute (37,3%) e la provenienza della carne (26,2%).

    “Le principali preoccupazioni emerse dall’indagine sono molto chiare: il consumatore vuole sapere non solo se un prodotto è buono, ma anche se è sicuro, da dove proviene, come è stato prodotto e quale ruolo può avere nella sua alimentazione - spiega Elisabetta Bernardi, specialista in Scienza dell’alimentazione, biologa e nutrizionista - A queste domande non bisogna rispondere con semplificazioni, ma con trasparenza: spiegando le funzioni degli ingredienti, la regolamentazione dei processi, la qualità della filiera e soprattutto il concetto di porzione, frequenza e contesto alimentare”.

    Secondo l’esperta, “bisogna fornire risposte che spieghino che gli additivi presenti nella lista ingredienti hanno funzioni precise e che i processi produttivi sono sottoposti a norme e controlli. Sale, spezie, eventuali ulteriori conservanti o antiossidanti vanno letti come componenti che possono contribuire alla conservazione, alla sicurezza microbiologica, alla stabilità e alla qualità sensoriale del prodotto, sempre nel rispetto della normativa e con dichiarazione in etichetta. Allo stesso tempo - chiarisce - per una corretta informazione nutrizionale, è essenziale parlare di porzione, frequenza e contesto: un salume consumato in quantità moderate, non quotidianamente, e inserito in un pasto ricco di verdure, frutta, cereali integrali o legumi ha un significato molto diverso da un consumo frequente, abbondante e isolato”.

    Uno dei dati più significativi emersi dalla survey riguarda la percezione della disinformazione: il 36,2% degli intervistati considera esagerata l’affermazione secondo cui i salumi sarebbero tutti ricchi di conservanti, il 31,2% ritiene eccessiva l’idea che possano provocare il cancro, mentre il 26,6% non condivide la convinzione che non possano far parte di una dieta sana ed equilibrata. Solo il 15,3% degli italiani ritiene che sul tema dei salumi in realtà non esistano semplificazioni eccessive o fake news. Di fronte a una delle affermazioni più radicali – ‘i salumi sono cancerogeni e andrebbero evitati completamente’, che estremizza l’inserimento dei salumi nel Gruppo 1 della classificazione Oms/Iarc – quasi il 60% degli intervistati - si legge nella nota - si dichiara in disaccordo, segnale di un approccio generalmente equilibrato e meno incline agli estremismi; d’accordo con questa posizione è il 31,9% degli intervistati. “Il termine ‘cancerogeno’, spesso percepito dall'opinione pubblica come sinonimo di pericolo assoluto - riporta la nota - in ambito scientifico indica semplicemente la presenza di evidenze che collegano un determinato fattore a un aumento del rischio di sviluppare alcune forme di tumore”. Nel caso dei salumi e, più in generale, delle carni lavorate, le evidenze scientifiche disponibili indicano che “un consumo frequente ed elevato possa essere associato a un aumento del rischio relativo di alcune patologie oncologiche. Tuttavia, questo dato deve essere interpretato all'interno di un quadro più ampio che comprende quantità consumate, frequenza di assunzione, stile di vita, attività fisica e qualità complessiva della dieta”. Per questo motivo, “le raccomandazioni nutrizionali non prevedono l’eliminazione totale dei salumi, bensì un consumo moderato e coerente con una dieta varia ed equilibrata”.

    L’indagine mostra che il 65,5% degli italiani considera i salumi compatibili con una dieta sana ed equilibrata. Anche dalle conversazioni online analizzate da Extreme emerge una visione sempre più orientata al concetto di equilibrio: gli utenti non si interrogano tanto sul singolo alimento, quanto sulle modalità e sulla frequenza di consumo.

    “Non tutti i salumi hanno le stesse caratteristiche e, quando presenti, conservanti e additivi sono regolamentati, dichiarati in etichetta e utilizzati con specifiche funzioni di sicurezza e conservazione - precisa Bernardi - I dati in tema di rischio oncologico riflettono una maggiore attenzione alle evidenze scientifiche, che associano l’aumento del rischio soprattutto a consumi elevati e abituali di carni lavorate. La prevenzione nutrizionale, tuttavia, non consiste soltanto nel ridurre alcuni alimenti, ma nel costruire un modello alimentare complessivamente equilibrato. Nel caso del tumore del colon-retto, ad esempio, oltre a limitare gli eccessi è importante garantire un adeguato apporto di fibra attraverso verdura, frutta, legumi e cereali integrali, alimenti che favoriscono la salute intestinale e contribuiscono alla qualità della dieta. Anche il consumo adeguato di latte, yogurt e derivati può svolgere un ruolo favorevole grazie all’apporto di calcio. Il messaggio più corretto, quindi, non è semplicemente ridurre, ma costruire meglio il piatto”.

    L’analisi condotta da Extreme conferma che il rapporto tra salumi e salute rappresenta oggi uno dei principali driver della conversazione digitale sul tema. Se al primo posto - Contin la nota - si collocano i contenuti gastronomici – il 37,1% delle conversazioni – il tema ‘salute e salumi’ si posiziona al secondo posto con il 14,8% di Share of Voice e oltre 237 milioni di visualizzazioni potenziali. Nel dettaglio, i temi più discussi riguardano frequenza di consumo, compatibilità con una dieta equilibrata, presenza di additivi, nitriti e nitrati, sicurezza alimentare e interpretazione della classificazione Oms/Iarc delle carni lavorate. Tra i principali fattori “negativi”, online emergono le preoccupazioni relative alla sicurezza alimentare e alle possibili contaminazioni (12,7%), insieme ai temi della cancerogenicità e del rischio tumori (11,9%), spesso però affrontati con semplificazioni o toni allarmistici. “Il consumatore continua a vivere i salumi come alimenti di gusto, tradizione e convivialità, ma chiede anche criteri chiari per inserirli correttamente nella dieta - osserva Bernardi - Le preoccupazioni per sicurezza alimentare e contaminazioni, pari al 12,7%, e quelle per cancerogenicità e rischio tumori, pari all’11,9%, vanno distinte e spiegate. Il messaggio nutrizionale più corretto non è isolare il singolo alimento, ma guardare al modello complessivo. La prevenzione non si costruisce solo riducendo alcuni consumi, ma anche aumentando alimenti protettivi, come fibra da verdura, frutta, legumi e cereali integrali, e un adeguato apporto di calcio da latte, yogurt e derivati”.

    In un ecosistema informativo sempre più frammentato, gli italiani continuano a riconoscere il valore delle fonti scientifiche qualificate. Per il 54,4% degli intervistati, medici e nutrizionisti rappresentano il principale punto di riferimento per informarsi correttamente sui temi dell’alimentazione. Proprio per questo nasce l’Osservatorio: uno strumento permanente di ascolto, monitoraggio e divulgazione, pensato per raccogliere dubbi e domande dei consumatori e offrire risposte fondate sui dati, favorendo un confronto trasparente tra cittadini, professionisti della salute, media e mondo produttivo.

    Nel caso del prosciutto cotto, nonostante il ritorno nel dibattito pubblico di temi legati alla salute e alla già citata classificazione Oms/Iarc delle carni lavorate, le abitudini di consumo sono rimaste sostanzialmente stabili. “Il 58,7% degli italiani - precisa la nota - dichiara infatti di non aver modificato il proprio consumo di prosciutto cotto nell'ultimo anno, mentre il 17,8% lo ha aumentato. La percezione del prodotto rimane prevalentemente positiva”. Tra gli aspetti maggiormente apprezzati emergono la sua adattabilità a tutta la famiglia (49,5%), la compatibilità con una dieta equilibrata (42,2%), la digeribilità (31,7%) e l’apporto proteico (31,2%). L’analisi delle conversazioni online conferma questa immagine. “Il prosciutto cotto mantiene un forte valore non solo nutrizionale, ma anche affettivo e culturale per gli italiani - sottolinea la nutrizionista - Il 36,3% lo associa ai propri ricordi e il 59% lo consuma ancora oggi soprattutto in panini e toast, a conferma della sua familiarità nella quotidianità. Questo aspetto è rilevante perché le raccomandazioni nutrizionali devono tenere conto anche delle abitudini reali delle persone. Inserito in preparazioni equilibrate, insieme a cereali integrali, verdure e frutta, il prosciutto cotto può contribuire a un modello alimentare coerente con la dieta mediterranea”.

    I dati rilevati “dalle ricerche condotte - riassume Monica Malavasi, direttrice Ivsi - ci restituiscono l'immagine di un consumatore attento, consapevole e desideroso di comprendere meglio il rapporto tra alimentazione e salute, ma mostrano chiaramente che sul tema dei salumi esistono ancora dubbi, percezioni distorte e informazioni spesso semplificate o decontestualizzate. Per questo abbiamo deciso di dare vita all'Osservatorio di Ivsi: uno strumento permanente di ascolto e monitoraggio che ci consentirà di intercettare le domande dei consumatori e contribuire a un dibattito pubblico fondato sui dati e sulle evidenze scientifiche. Il nostro obiettivo è affrontare le questioni che vengono sollevate con trasparenza, rigore e responsabilità, offrendo informazioni corrette e verificabili su prodotti che fanno parte della tradizione alimentare italiana e che, se consumati con equilibrio - conclude - trovano spazio all'interno di uno stile di vita sano”.

  • 17:55 - Fisco, Abruzzese (Confindustria): "Iper ammortamento? Alte le aspettative delle imprese"

    (Adnkronos) - “Le aspettative delle imprese rispetto all'iper ammortamento sono molto alte perché possiamo contare, in questo momento, su una misura che ha un'estensione temporale di circa tre anni, che vanta un aggiornamento dell'ambito dei beni agevolabili ed è una misura già conosciuta dalle imprese, perché si è recuperata la logica di uno strumento di deduzione maggiorata del reddito imponibile già sperimentata a partire dal 2015”. Lo ha detto Giulia Abruzzese, Direttore Politiche fiscali di Confindustria, a Milano, in occasione del secondo appuntamento del 2026 dell’EY Tax Talk, momento di approfondimento che ha riunito professionisti e istituzioni per un confronto sulle principali novità di fiscalità domestica e internazionale, con un aggiornamento sui temi di maggiore impatto per le imprese.

    “La misura ha una dotazione finanziaria importante, pari a circa 10 miliardi, spalmati in un periodo di 8-9 anni. C'è un po’ di preoccupazione per la parte procedurale. - aggiunge - Da pochi giorni è stata aperta la piattaforma del Gse che dovrà curare le comunicazioni preventive e consuntive delle imprese, che saranno in totale cinque, a cui adempiere. Queste possono essere un po’ gravose e ridondanti, per questo si spera che quanto prima vengano emanate dal Mimit e dal Gse le linee guida per accompagnare le imprese in questo adempimento”.

    “Chiediamo che si torni a parlare con una certa urgenza di misure che favoriscano la patrimonializzazione delle imprese, dopo il superamento improvviso dell'Ace con la legge di bilancio di due anni fa. Una misura che aveva sostenuto negli ultimi 15 anni il rafforzamento patrimoniale delle imprese, riducendo l'indebitamento nei confronti del settore bancario e che, a nostro avviso, non è stata rimpiazzata da un'analoga misura con le stesse potenzialità e la stessa dotazione finanziaria - aggiunge - Quindi chiediamo che se ne torni a parlare, riproponendo un incentivo stabile alla patrimonializzazione delle imprese, anche pensando a dei correttivi alla vecchia Ace, che magari presentava dei punti di potenziale miglioramento”.

    “Sulla crescita dimensionale delle imprese, la leva fiscale non è l'unico aspetto di cui tener conto, esistono infatti altri driver. Ad incidere, assieme alla leva finanziaria, è la cultura d'impresa, la capacità di gestire in maniera oculata i passaggi generazionali, e quindi l'ingresso in azienda delle nuove generazioni. - precisa - Qui la leva fiscale può fungere da catalizzatore. Chiediamo quindi che vengano corrette alcune storture che noi oggi vediamo. Pensiamo, ad esempio, alla necessità di superare delle norme recenti che riguardano la deduzione degli avviamenti, che sono penalizzanti per operazioni aggregative. In secondo luogo chiediamo di rivedere le aliquote sull’affrancamento, che non sono competitive rispetto alle aliquote delle imposte che sostituiscono”.

    “Possiamo immaginare di ripensare, in maniera un po’ più ambiziosa, alcuni strumenti sperimentati nel passato, come il bonus aggregazioni, oppure di dirottare anche nell'ambito delle aggregazioni strumenti come il credito d'imposta per le spese di consulenza per la quotazione di Pmi - conclude - sempre per dare un impulso ulteriore a queste operazioni di M&A”, conclude.

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