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Chi è Alexander Zverev, rivale di Sinner in finale agli Australian Open 2025: è tornato ai vertici dopo il gravissimo infortunio

Il tennista tedesco contro il numero 1 al mondo cerca a Melbourne il primo trionfo Slam. Carriera e caratteristiche a confronto
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È Alexander Zverev l’ultimo ostacolo di Jannik Sinner nella finale degli Australian Open che si gioca domenica 26 gennaio, non prima delle 9.30 italiane. È la sfida tra i due tennisti più forti al mondo, il numero uno contro il numero due della classifica Atp. Il tedesco arriva a Melbourne per mettere le mani su un trofeo del Grand Slam che, finora, ha solamente sfiorato, perdendo due volte in finale al quinto set. Nel 2022, invece, è vittima di un infortunio gravissimo, in semifinale al Roland Garros, che lo tiene ai box per quasi un anno proprio nel momento migliore della sua carriera. Ora, Zverev cerca di infrangere il tabù degli Slam: dopo aver perso a Parigi contro Carlos Alcaraz nel 2024, ci riproverà con Sinner in Australia.

Gli esordi, l’infortunio e la (rapida) risalita
Nonostante faccia il suo debutto in piena “era dei Big Three” (Nadal, Federer, Djokovic), in pochi anni Zverev scala la classifica, entrando presto in top 20 e, poi, tra i primi dieci al mondo. A 24 anni, nel 2021, conta già 19 titoli: 5 Masters 1000 (uno a Roma e uno a Madrid in finale contro Berrettini), 2 Nitto ATP Finals e una medaglia d’oro olimpica a Tokyo. Crocevia della sua carriera è il 2022. Zverev è in semifinale al Roland Garros, è già certo di diventare numero due al mondo al termine del torneo, ma se vince lo Slam parigino può salire al primo posto del ranking. Gioca contro Rafa Nadal, dopo tre ore di partita memorabili sono ancora sul punteggio di 7-6, 6-6 per lo spagnolo. È il primo punto del tie break, Zverev poggia male il piede in corsa, la caviglia si gira: è grave. Il tedesco esce dal campo aiutato da Nadal, dopo alcuni minuti rientra in stampelle ed è costretto al ritiro. La sua stagione finisce lì. Ritorna nel 2023, vince due titoli e si qualifica, incredibilmente, alle Nitto ATP Finals, dove esce ai round robin. A segnare il definitivo ritorno di Zverev è proprio il 2024: il tedesco vince di nuovo a Roma, poi il 1000 di Parigi-Bercy e chiude l’anno al secondo posto della classifica ATP, suo best ranking. Ed è Zverev, infine, a sconfiggere Nadal nella sua partita d’addio al Roland Garros. Stesso avversario e stesso torneo del brutto infortunio del tedesco, che arriverà in finale a Parigi, ma perderà.

A caccia di Slam
Due le finali Slam di Alexander Zverev, altrettante le sconfitte al quinto set. Al tedesco, infatti, manca solo l’ultimo tassello: vincere il titolo più prestigioso. Ci è andato vicinissimo in due occasioni. Il debutto è proprio sul cemento, agli US Open 2020. Ad aspettarlo, in finale, c’è l’austriaco Dominic Thiem, all’epoca numero tre al mondo: Zverev vince i primi due set, ma perde i successivi due. Al quinto, si arriva al tie break: lo conquista l’austriaco, che trionfa dopo più di quattro ore di partita. Il tedesco torna in finale nel 2024, al Roland Garros. L’avversario, questa volta, è Carlos Alcaraz. Sotto di un set, Zverev rimonta e si porta sul 2-1. A spuntarla, però, è lo spagnolo, che completa la contro-rimonta e, dopo 4 ore e 19 minuti, sconfigge il tedesco. Ora, infine, la finale agli Australian Open, la terza negli Slam, la prima contro un numero uno al mondo, Jannik Sinner.

Le caratteristiche di gioco: Zverev e Sinner a confronto
Alexander Zverev è un giocatore completo. È sicuramente questo l’aspetto da cui partire: il tedesco gioca bene ovunque, in particolare cemento e terra, ed è forte in quasi tutti i colpi. Da migliorare, forse, c’è solo il gioco a rete: predilige, infatti, lo scambio da fondo campo, è insidioso con il rovescio e il servizio è tra i migliori in circolazione. È consistente in difesa ed è bravo a velocizzare il gioco nei momenti più opportuni. Dall’altro lato, però, c’è Sinner, che in risposta è secondo forse solo a Djokovic, tra i giocatori in attività. Anche l’altoatesino ha un servizio forte, così come il rovescio, forse migliore di quello del tedesco. Nei precedenti, è in vantaggio Zverev, 4-2, ma l’ultimo scontro se lo è aggiudicato l’italiano, a Cincinnati, lo scorso agosto. È la prima volta in assoluto che i due si incontrano in una finale.

Tecnica e numeri a parte, la storia di queste partite dimostra che si giocano, principalmente, con il fisico e con la testa. Per quanto riguarda il primo, Zverev ha usufruito del ritiro di Djokovic e ha speso meno ore in campo di Sinner, che, invece, ha superato Ben Shelton solo dopo un match molto dispendioso. Sulla forza mentale sembra non ci siano dubbi: l’azzurro ha vinto la prima finale Slam agli Australian Open, rimontando due set di svantaggio, e dominato la seconda agli US Open; Zverev, invece, le ha perse entrambe in rimonta al quinto set. Alla fine, però, è pur sempre una finale Slam. E di giocatori in attività che al momento potrebbero limitare lo strapotere di Sinner forse ce ne sono solo tre: oltre a Djokovic e Alcaraz, il terzo è proprio Alexander Zverev.

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