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Bari, neonato morto per ipotermia nella culla termica della chiesa, scoperta una perdita nel climatizzatore: emetteva aria fredda

Il climatizzatore della culla, progettato per riscaldare l’ambiente in risposta ai movimenti del neonato, avrebbe emesso aria fredda
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Proseguono le indagini sulla culla termica situata nei pressi della chiesa San Giovanni Battista di Bari, dove lo scorso 2 gennaio è stato trovato senza vita un neonato. Gli esami delle apparecchiature, condotti ieri 15 gennaio dai tecnici della Procura e dai periti di parte, hanno fatto emergere una perdita nel climatizzatore, elemento cruciale per il corretto funzionamento del sistema di riscaldamento.

Il climatizzatore, progettato per riscaldare l’ambiente in risposta ai movimenti del neonato, avrebbe invece emesso aria fredda, probabilmente a causa di una mancata ricarica. I controlli effettuati, il 14 gennaio, hanno evidenziato una pressione significativamente bassa nel sistema, compromettendo il suo funzionamento. Per verificare l’efficacia del climatizzatore, sono state applicate bombole per riportarlo alla pressione adeguata e verificare se possa emettere aria calda. Questo dispositivo, se correttamente caricato, dovrebbe regolare automaticamente la temperatura in base a quella esterna.

Oggi sono previsti ulteriori accertamenti sul materasso della culla, dotato di sensori che avrebbero dovuto attivare un allarme in presenza del neonato. Tuttavia, una consulenza effettuata lunedì ha rilevato che il tappetino non funzionava, impedendo una tempestiva segnalazione. L’autopsia ha stabilito che il neonato è deceduto per ipotermia. Il parroco don Antonio Ruccia e il tecnico Vincenzo Nanocchio, che aveva installato la culla nel 2014 e sostituito l’alimentatore lo scorso 14 dicembre dopo alcuni blackout, sono indagati per omicidio colposo. Le indagini della Procura e della squadra mobile di Bari proseguono anche per il reato di abbandono di minori a carico di ignoti.

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