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Via Almirante a Grosseto, ok dal Consiglio di Stato: intitolazione legittima. Esulta il sindaco: “Game over”. Pd: “Resta il problema politico”

Dichiarato inammissibile il ricorso presentato nel 2023 dal Partito comunista italiano
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Non ci sono illegittimità nel processo che ha portato all’intitolazione di una via della città di Grosseto a Giorgio Almirante, storico segretario del Movimento sociale italiano nonché fascista e repubblichino mai pentito. Lo ha deciso il Consiglio di Stato dichiarando inammissibile il ricorso presentato nel 2023 dal Partito comunista italiano: i giudici amministrativi ricordano che “il Comune è l’esclusivo titolare della funzione amministrativa di toponomastica, mentre il Prefetto è chiamato a rilasciare o meno l’autorizzazione basandosi su ragioni di tutela dell’ordine pubblico o esigenze di regolarità anagrafica“. E questo potere, secondo la sentenza, nel caso di specie è stato esercitato in modo regolare dalla prefetta di Grosseto Paola Berardino, moglie del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

L’iter per l’intitolazione era iniziato nel 2018 con l’approvazione di una mozione in Consiglio comunale, tra le proteste del centrosinistra e dell’Anpi. L’autorizzazione del Prefetto, invece, è arrivata nel settembre 2023. “Chi chiedeva l’annullamento della nostra scelta ha dunque avuto torto: è il Comune l’esclusivo titolare delle decisioni sul nome delle vie. E tutto il percorso intrapreso è stato assolutamente corretto. Abbiamo sempre agito con buonsenso e nel rispetto delle regole. Game over“, esulta il sindaco di centrodestra, Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Per il Pd, la decisione “non cambia di una virgola il problema politico: le falsificazioni della storia vanno combatutte senza esitazioni, e noi continuiamo a ritenere vergognosa e inaccettabile, sul piano politico e morale, questa scelta dell’amministrazione comunale di Grosseto”, denunciano deputati e senatori eletti in Toscana.

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