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Cecilia Sala, l’Iran avverte l’Italia: “Siete complici della politica ostile Usa degli arresti arbitrari. Così danneggiate le relazioni”

Il comunicato è stato diffuso dall'agenzia Irna dopo l'incontro tra l'ambasciatrice italiana a Teheran e il Ministero degli Esteri iraniano
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Nel giorno in cui la famiglia chiede di abbassare i toni invocando il “silenzio stampa per favorire le trattative per la liberazione della giornalista Cecilia Sala, a gelare il clima arrivano le parole del Ministero degli Esteri iraniano. “L’Italia è parte della strategia degli ostaggi portata avanti dagli Stati Uniti – si legge in una nota diffusa dall’agenzia di stampa Irna, in riferimento all’arresto dell’ingegnere 38enne Mohammad Abedini Najafabadi a Malpensa – Questo danneggia le relazioni“.

Le parole che arrivano da Teheran mostrano tutte le difficoltà di un dialogo, quello tra l’Italia e l’Iran con gli Usa sullo sfondo, che sembra potersi sbloccare solo con una prima mossa in arrivo da Roma, magari con la concessione degli arresti domiciliari per Abedini, accusato da Washington di essere uno dei tecnici sviluppatori dei droni della Repubblica Islamica, che a sua volta potrebbe portare alla liberazione di Sala. Proprio per questo, nella tarda mattinata di venerdì si è tenuto un incontro tra l’ambasciatrice italiana nella capitale iraniana, Paola Amadei, e il direttore generale per l’Europa Occidentale del governo di Teheran, Majid Nili Ahmadabadi. Massimo riserbo da parte dell’Italia sui contenuti del colloquio, mentre dall’esecutivo del presidente Masoud Pezeshkian è arrivata la dura presa di posizione: “Durante l’incontro – si legge – il direttore generale per l’Europa Occidentale del Ministero degli Affari Esteri ha dichiarato che l’arresto del signor Abedini è un atto illegale effettuato su richiesta del governo americano e in linea con i comprovati obiettivi politici ostili di questo Paese che prende in ostaggio cittadini iraniani in tutti gli angoli del mondo. Le leggi interne di questo Paese (gli Usa, ndr) vengono applicate in maniera extraterritoriale. Ciò non solo danneggia le relazioni di lunga data tra Iran e Italia, ma contraddice anche i principi e gli standard del diritto internazionale, comprese le norme sui diritti umani, e può essere considerato una forma di detenzione arbitraria“.

Un passaggio problematico, quest’ultimo, che dimostra come l’Iran stia considerando l’Italia un Paese complice della strategia americana basata su “arresti arbitrari” di cittadini iraniani sparsi in tutto il mondo. Un ruolo, quello attribuito a Roma, che inevitabilmente rende più faticose le trattative. Per sbloccarle, sostiene nella nota il ministero iraniano, l’esecutivo di Giorgia Meloni deve partire da un punto: “Fornire le basi necessarie per il rilascio del signor Abedini il prima possibile, respingendo la politica statunitense sugli ostaggi che è contraria al diritto internazionale, in particolare a quello umano, e per prevenire danni alle relazioni bilaterali tra Teheran e Roma”.

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