Chi è Igor Kirillov, l’esperto di armi chimiche di Putin sanzionato da Londra perché “portavoce della disinformazione di Mosca”

Kiev lo accusa di aver utilizzato armi chimiche proibite in Ucraina, tra cui l’agente tossico soffocante cloropicrina. E’ diventato famoso per aver contribuito allo sviluppo del sistema lanciafiamme pesante TOS-2 Tosochka e per l’accusa mossa ai nemici di voler mettere a punto armi “sporche”. Igor Kirillov, capo delle truppe del reparto di difesa nucleare, chimica e biologica delle forze armate russe ucciso questa mattina a Mosca, è il più alto ufficiale ucciso in Russia dall’inizio della guerra.
Nato il 13 luglio 1970 a Kostroma, centro fluviale nella Russia occidentale, Kirillov aveva frequentato la Scuola di difesa chimica del Comando militare superiore della sua città, dove si è laureato nel 2007. Durante la sua permanenza lì, tra il 1991 e il 1995, aveva prestato servizio come comandante di plotone nel Gruppo di forze occidentali in Germania e nel distretto militare di Mosca. Dall’aprile 2017 era a capo delle truppe del reparto di difesa nucleare, chimica e biologica delle forze armate russe. Note come RKhBZ, queste ultime sono forze speciali che operano in condizioni di contaminazione radioattiva, chimica e biologica e hanno il compito di proteggere le forze di terra che operano in condizioni estreme. Prima di questo ruolo era stato direttore dell’Accademia russa di protezione dalle radiazioni, chimica e biologica “Timoshenko”.
Durante la pandemia di Covid-19, riferisce l’agenzia Lapresse, il reparto da lui guidato aveva gestito l’operazione di supporto al sistema sanitario italiano con la missione di aiuti “Dalla Russia con amore“, con cui nel marzo del 2020 Mosca inviò in Italia medici, infermieri, personale militare e alcuni esperti, guidati dal generale Sergey Kikot. La missione che da Roma arrivò all’Ospedale San Giovanni XXIII di Bergamo, città tra le più colpite, venne poi bruscamente interrotta e si ipotizzò che con le informazioni sensibili raccolte Mosca riuscì a mettere a punto il vaccino Sputnik. L’allora governo di Giuseppe Conte fu aspramente criticato per aver esposto il Paese a una possibile minaccia alla sua sicurezza in un momento tanto delicato.
Kirillov era stato sottoposto a sanzioni da diversi Paesi, tra cui Regno Unito (l’ultima volta a ottobre) e Canada. Ieri, 16 dicembre, il servizio di sicurezza ucraino Sbu lo aveva accusato in contumacia in un processo penale per aver utilizzato armi chimiche vietate sui fronti orientale e meridionale dell’Ucraina, in quella che viene definita da Mosca l’operazione militare speciale iniziata nel febbraio 2022. L’Sbu aveva affermato di aver registrato più di 4.800 utilizzi di armi chimiche sul campo di battaglia dal febbraio 2022, in particolare granate da combattimento K-1. Kirillov era diventato noto all’estero per i suoi stravaganti briefing al ministero della Difesa russo, che avevano spinto Londra a definirlo un “importante portavoce della disinformazione del Cremlino”.
Tra le sue affermazioni più discusse quella secondo cui gli Stati Uniti avrebbero costruito laboratori di armi biologiche in Ucraina. Nel marzo 2022 aveva prodotto a dimostrazione della sua tesi documenti che, a suo dire, erano stati sequestrati il giorno dell’invasione russa, il 24 febbraio, e che erano stati poi amplificati dai media pro-Cremlino, ma smentiti dagli esperti indipendenti. Uno degli argomenti più ricorrenti di Kirillov era che l’Ucraina stava cercando di sviluppare una “bomba sporca“.
Accusa su cui era tornato la scorsa estate, questa volta sostenendo la scoperta di un laboratorio di armi chimiche nei pressi di Avdiivka, città nell’Ucraina orientale catturata dai russi a febbraio. Secondo Kirillov, Kiev stava violando la Convenzione internazionale sulle armi chimiche utilizzando una serie di sostanze, con l’assistenza dei Paesi occidentali, tra cui l’agente di guerra psicochimico BZ, nonché l’acido cianidrico e il cloruro di cianogeno. Lo scorso anno, ricorda il Financial Times, il generale era arrivato a sostenere che l’Ucraina avesse piani per lanciare droni “speciali”, progettati dagli Usa, con “insetti infetti” che avrebbero portato la malaria tra le forze russe e aveva anche guidato l’impegno russo per screditare le accuse sull’uso di armi chimiche da parte di Bashar al-Assad in Siria: “La provocazione inscenata dai Caschi Bianchi e dai loro sponsor a Khan-Sheikhun il 4 aprile 2017 è stata tra gli incidenti più importanti e pubblicizzati, era la prima volta che un attacco chimico veniva inscenato“, aveva detto a giugno 2018, accusando la missione in Siria dell’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (Opac) di non rispettare nei suoi rapporti gli standard dell’ente internazionale che rappresenta.
Ad agosto dello stesso anno, invece, Kirillov aveva affermato che a Duma, in Siria, era stata rinvenuta attrezzatura italiana per la produzione di sostanze tossiche. Secondo il generale su un totale di “42 siti” erano stati trovati anche “cilindri di cloro prodotti all’estero”. Un vero e proprio “laboratorio con [attrezzature di] produzione straniera”. “Non abbiamo menzionato il paese esatto all’epoca della scoperta (in giugno, ndr) – aveva detto -, ma le attrezzature avevano la scritta ‘Made in Italy‘”.
Nel marzo 2022, poi, aveva affermato che il ministero della Difesa russo era in possesso di una corrispondenza tra Hunter Biden, il figlio del presidente degli Stati Uniti, con i dipendenti della Defense Threat Reduction Agency americana e gli appaltatori del Pentagono, che confermava il suo ruolo cruciale nel fornire finanziamenti per il lavoro con gli agenti patogeni in Ucraina.