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Ultimo aggiornamento: 8:56 del 13 Novembre

Scarpinato fa i nomi della borghesia mafiosa: “Da Dell’Utri a Cosentino, attraverso i loro amici in Forza Italia stanno scrivendo l’agenda politica”

Scarpinato fa alcuni nomi della ‘borghesia mafiosa’ ed attacca Forza Italia. “Io e De Raho saremo buttati fuori da Commissione Antimafia”
di Manolo Lanaro
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“La borghesia mafiosa ha sempre condizionato gli interessi politici nazionali, non si può governare questo Paese senza il consenso della borghesia mafiosa”. Roberto Scarpinato è intervenuto alla presentazione del libro di Saverio Lodato ‘Cinquant’anni di Mafia’ al Teatro Quirino di Roma. Il senatore 5 stelle fa alcuni nomi di un passato lontano, ma anche nomi della storia politica più recente. “Un piccolo inventario della borghesia mafiosa? Dell’Utri, l’ex senatore D’Alì, Nicola Cosentino, Amadeo Matacena. Questi non sono arrivati ai vertici dello Stato perché hanno vinto alla lotteria, ma perché erano gli esponenti della borghesia mafiosa che costituisce uno dei poteri forti di questo Paese. E oggi hanno perso il loro potere? No, Dell’Utri continua ad essere un personaggio rispettassimo e in Sicilia ha deciso lui chi dovesse essere il sindaco di Palermo. Oggi continuano a spostare masse di voti e i loro amici e sodali oggi fanno parte di una forza politica che condiziona gli equilibri politici nazionali. Forza Italia è essenziale per la composizione del governo e stanno scrivendo l’agenda politica, volendo abolire le leggi che consentono il sequestro e le confische dei beni ai mafiosi, stanno abolendo tutte le leggi che ci consentono di contrastare la corruzione che come sapete oggi la nafia utilizza gli stessi metodi dei colletti bianchi per arricchirsi e poi si sono impadroniti delle Commissione parlamentare Antimafia”.

L’ex magistrato si sfoga. “Da due anni, da quando ho presentato una memoria di 57 pagine in cui ho indicato, sulla base dell’esperienza di questi anni, tutti i buchi neri delle stragi, l’unico impegno della commissione parlamentare Antimafia non sono i mafiosi ma i magistrati antimafia. Siamo noi, io e De Raho che da due anni teniamo banco, ma non come consulenti o come esperti, teniamo banco come personaggi pericolosi di cui bisogna liberarsi perché siamo in conflitto d’interessi e in questo, devo dire, più ci penso e più penso che hanno ragione perché io sono in conflitto con gli interessi dei mafiosi e con gli amici politici dei mafiosi e questo non lo posso negare”. Scarpinato accusa: “La commissione Antimafia ha cambiato mission. Si occupa a tempo pieno di liberarsi dei magistrati antimafia che in questi trent’anni si sono occupati dei loro amici e che insistono nel dire che affermare che le stragi le hanno fatte solo Riina e company è una falsità indegna, ma invece stanno correndo, sono già pronto. Ho già la valigia in mano – conclude il senatore 5 stelle – io e De Raho saremo buttati fuori. Cosa possiamo dire all’uomo della strada? Il pesce puzza dalla testa”.

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