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Esercito, segnala problemi dei soldati a Meloni e alla Difesa: il segretario di “Itamil” viene sottoposto a procedimento disciplinare

Esercito, segnala problemi dei soldati a Meloni e alla Difesa: il segretario di “Itamil” viene sottoposto a procedimento disciplinare
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Il segretario del sindacato dell’esercito Itamil, Girolamo Foti, ha ricevuto un avviso di avvio di procedimento disciplinare per alcune pec ed e-mail inviate al presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai vertici della Difesa, in cui segnalava le pessime condizioni alloggiative dei militari impiegati nell’operazione “Strade sicure” e le limitate risorse destinate al rinnovo del contratto. Segnalazioni che sembrano pienamente in linea con i fini istituzionali di un sindacato, che conta più di 4.500 iscritti, ma che l’amministrazione militare ha ritenuto passibili di procedimento disciplinare perché è emerso che “pur nell’esercizio del diritto di manifestazione del pensiero e critica, siano stati travalicati i limiti della correttezza formale” previsti dalla legge, si legge.

Itamil già recentemente aveva ricevuto, da parte dello Stato Maggiore dell’esercito, l’ordine di rimuovere due comunicati pubblicati sul proprio sito. Il primo denunciava la mancanza di confronto su temi come regolamenti, trasferimenti, indifferenza della politica e degli altri sindacati di categoria. Il secondo denunciava la situazione economica e sociale dei militari in relazione al rinnovo del contratto di lavoro, sottolineando che Itamil aveva deciso di non firmare il rinnovo del contratto proposto dal governo, considerandolo insufficiente. Comunicati per i quali il sindacato rischia la revoca dell’autorizzazione ministeriale. Ora invece è il segretario in persona che è stato sottoposto a procedimento disciplinare per le pec e le e-mail in questione.

Molti gli attestati di solidarietà di altri sindacati di categoria nei confronti di Itamil, che ha sottolineato in un comunicato che “il diritto di esprimere preoccupazioni legittime riguardo alle condizioni di lavoro dei nostri militari dovrebbe essere accolto con apertura, piuttosto che con misure disciplinari”. Preoccupazioni espresse anche dal capogruppo di Forza Italia in Senato, Maurizio Gasparri, in un’interrogazione presentata lo scorso 9 aprile al ministro della Difesa Guido Crosetto, in merito alle condizioni alloggiative dei militari impegnati in “Strade Sicure”, che riporta alcune delle segnalazioni di Foti che ora sono proprio la causa del procedimento disciplinare a suo carico.

Segnalazioni, in particolare riferite ad una caserma di Torino, che denunciano “la presenza di stanze vetuste, di condizioni abitative scadenti, di un numero insufficiente di docce funzionanti e riscaldamento inadeguato, di materassi sporchi e di disturbi durante il turno di riposo dei nuclei smontanti del personale impegnato nell’operazione “Strade sicure” causati da lavori edili”, si legge nell’interrogazione, ancora senza risposta. Il Fatto ha chiesto dei chiarimenti al ministero della Difesa, ma non ha ottenuto riscontri.

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