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Caos nomine capi d’istituto, il Tar del Lazio blocca la graduatoria degli aspiranti presidi: accolto il ricorso presentato da 17 docenti

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Ferragosto di fuoco per la scuola italiana. A pochi giorni dall’assunzione dei nuovi dirigenti (519 vincitori di concorso ai quali assegnare la sede con decorrenza primo settembre), il presidente della sezione feriale del Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha sospeso in via cautelare, con decreto monocratico firmato il 14 agosto, la graduatoria degli aspiranti presidi. Il provvedimento è stato preso in attesa che, il cinque settembre, venga discusso il merito della vicenda dalla Terza sezione bis. Un vero e proprio caos che rischia di creare problemi alla nomina dei nuovi capi d’istituto pronti a dare un regolare avvio alle lezioni.

Nei giorni scorsi a viale Trastevere avevano pubblicato il Decreto 107/2024 con l’elenco dei docenti inseriti nella graduatoria finale che sarebbero stati assunti come dirigenti nei prossimi giorni. A bloccare tutto alla vigilia di Ferragosto sono arrivati i togati del Tar che hanno accolto il ricorso presentato da diciassette docenti che avevano partecipato al concorso ordinario lamentando la disparità di trattamento per delle assunzioni previste soltanto per la procedura riservata. Un procedimento che non sembra preoccupare il ministero, pronto a costituirsi in giudizio per chiedere l’annullamento del decreto monocratico e respingere la domanda cautelare dei ricorrenti. Nella pratica i presidi dovrebbero essere assunti con riserva fino al cinque settembre. In quella data, poi, la Terza sezione bis potrebbe revocare il decreto del 14 agosto o rimettere gli atti alla Corte Costituzionale, rinviando il tutto a distanza di qualche mese.

A finire sul banco dell’imputato è il doppio binario richiesto dal Parlamento tra procedura ordinaria e straordinaria: due regole per lo stesso concorso. A seguire la vicenda da sempre è Domenico Naso, responsabile ufficio legale Uil scuola nazionale che a ilfattoquotidiano.it spiega: “Stiamo parlando di un decreto monocratico d’urgenza eseguito senza la presenza delle parti che ha sospeso la procedura di assunzione in attesa della discussione del Collegio che dovrà valutare la fondatezza del ricorso. Non possiamo che auspicarci vi sia una soluzione positiva nell’interesse della scuola affinché i dirigenti possano entrare in ruolo senza alcun patema d’animo. Allo stesso tempo ci auguriamo che il ministero riveda le procedure di selezione rendendole più eque e garantendo a tutti la stessa parità di accesso nella pubblica amministrazione”.

La Uil Scuola sta seguendo anche tanti docenti che hanno presentato già ricorso sul concorso 2024: “Anche in questo caso sarebbe opportuno trovare soluzioni con le organizzazioni sindacali – dice Naso – evitando contenziosi”. Sulle procedure concorsuali, infatti, è guerra anche tra gli stessi partecipanti anche in merito alla tabella di valutazione dei titoli che non rispetterebbe i criteri previsti dal Dpr. L’enorme volume di ricorsi presentati contro i provvedimenti di selezione del personale, spesso legati a contestazioni su titoli, punteggi e modalità di valutazione, evidenzia completamente la fragilità del sistema di reclutamento che nel caso dei dirigenti è stato cambiato più volte dal 2006 ad oggi.

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