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Ultimo aggiornamento: 8:51 del 31 Luglio

Ponte sullo Stretto, Canfora a La7: “Una trovata assolutamente inaccettabile, scandalosa, offensiva”. E stronca l’autonomia differenziata

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“Il ponte sullo Stretto di Messina è una trovata assolutamente inaccettabile e scandalosa. È innanzitutto un’offesa a due regioni, la Sicilia e la Calabria, i cui problemi di trasporto, soprattutto ferroviario, sono drammatici. In secondo luogo, ci sono ragioni scientifiche, quelle relative al rischio terremoti, ed economiche, perché la speculazione sta già fiorendo intorno ai quattrini, ai terreni e a tutto l’apparato di denaro che si sta già mobilitando prima ancora che si metta la prima pietra”. Così a L’aria che tira (La7) lo storico Luciano Canfora stronca il ponte sullo Stretto voluto da Matteo Salvini e dal governo Meloni, smontando la tesi del centrodestra secondo cui l’opera ha una valenza simbolica di unione tra Nord e Sud.
“Il ponte sullo Stretto – spiega Canfora – non ha nulla a che fare con l’altra questione gravissima dell’autonomia differenziata, che mette l’unità d’Italia in pericolo in maniera molto seria e forse irreparabile“.

Lo storico osserva: “Tra l’altro, la riforma Calderoli, che si giova del fatto che il centrosinistra a suo tempo fece la sciocchezza madornale di mettere mano al Titolo V della Costituzione, nella sostanza rassomiglia a una riforma di tipo costituzionale, cioè va ben oltre l’elemento di applicazione di ordinamenti preesistenti. E questo è un risvolto della questione che dovrebbe interessare vari organi dello Stato anche molto in alto”.
Canfora aggiunge: “Frantumare il paese parve già un pericolo alla Costituente. Le voci che si allarmarono rispetto alla trovata della suddivisione in regioni erano di più diversa ispirazione, da Benedetto Croce a Francesco Saverio Nitti fino a Togliatti. Comunque – continua – per soddisfare la spinta federalista si creò l’istituto regionale, che è diventato purtroppo un luogo di confusione, di quattrini sprecati, di clientele, di piccoli Parlamenti con tutto l’apparato di quattrini, di consulenze, di spesi inutili, insomma una voragine. E ora andiamo ancora oltre?“.
Lo storico conclude citando Benedetto Croce, che definì “trafiggente il dolore di vedere l’unità d’Italia in pericolo”. “Ecco, io condivido le parole di Benedetto Croce”, chiosa Canfora.

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