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Per gli stupri di Caivano condannati anche tre minorenni con pene fino a 10 anni

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A una settimana esatta dalla sentenza per i maggiorenni, è arrivato il verdetto per i minorenni imputati per lo stupro di gruppo ai danni di cuginette di Caivano (Napoli). La giudice per l’udienza preliminare del Tribunale per i minorenni, Anita Polito, ha inflitto tre condanne a 9 e 10 anni nei confronti di tre dei sette minorenni coinvolti negli abusi compiuti la scorsa estate. La sentenza è giunta al termine di una breve camera di consiglio. Il 5 luglio, pene tra 9 anni e 10 anni e otto mesi di reclusione, erano state invocate dal pm Claudia De Luca, lo stesso giorno erano stati condannati due maggiorenni.

La vicenda risale al luglio del 2023, quando le due cuginette furono portate con l’inganno in un capannone abbandonato e violentate più volte da un gruppo di ragazzi, tra cui diversi minori oltre ai due condannati. Il crimine si verificò a poca distanza dal Parco Verde, una zona molto degradata di Caivano e piazza di spaccio tra le più grandi d’Europa. La violenza venne alla luce solo dopo alcune settimane, probabilmente per la paura delle due ragazzine di ritorsioni. Le due cuginette furono trasferite in una casa famiglia, su indicazione dei servizi sociali. I ragazzi convinsero le cuginette a seguirli nel capannone con la scusa che lì avrebbero potuto giocare senza essere disturbati. Alla vicenda fece seguito il “decreto Caivano” che, tra innumerevoli misure di vario genere, include anche pene più dure per i minori che delinquono, oltre all’attuazione di un progetto di riqualificazione del parco in cui avvenne la violenza.

“Dall’entità della sentenza, che possiamo tranquillamente ribattezzare ‘sentenza Caivano’, si comprende chiaramente che il quadro accusatorio ha retto – ha commentato l’avvocato Manuela Palombi, legale dei tutori delle due vittime – Ci auguriamo che questa sentenza possa fare Stato in tutta Italia, in quanto può far capire a coloro che si aggregano nel cosiddetto branco, che non si rendono conto della gravità delle loro azioni, che per questi reati si viene condannati con sentenze esemplari”. “Ovviamente – ha precisato Palombi – non ci sono vincitori, e non ci sono vinti: sia una parte, sia dall’altra. Ci sono solo minori che resteranno segnati da questa vicenda”. Palombi si augura che i tre imputati “possano intraprendere un percorso di recupero e rendersi conto effettivamente delle loro azioni: anche le bambine, segnate nell’anima da quello che è accaduto, stanno seguendo un percorso. Però sono piccole e mi auguro che la strada imboccata possa fornire loro le ali per volare verso una vita migliore, che meritano”, ha concluso la professionista.

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