Da Perugia a Bari fino giù a Caltanissetta. Sono diversi capoluoghi, anche di regione, che torneranno alle urne tra due settimane per scegliere il prossimo sindaco. E in molti casi si preannunciano battaglie all’ultimo voto, a iniziare da Lecce dove Adriana Poli Bortone, già sindaca per due volte ed ex ministra del governo Berlusconi, ha sfiorato l’elezione al primo turno fermandosi a una manciata di voti dal 50% delle preferenze. Ma gli atti di alcune sezioni sono in fase di riconteggio.

Una delle sfide più attese era quella di Bari, dove l’amministrazione di Antonio Decaro è stata travolta dalla decisione del Viminale di inviare la commissione di accesso agli atti per stabilire se il Comune sia stato infiltrato o meno dai clan della città. Il tutto a due mesi dal voto, sconvolgendone alleanze e geografia. Così, alla fine, è maturata la decisione di Pd e M5s di correre per conto proprio. È andata meglio ai dem che con Vito Leccese hanno ottenuto il 48,02% delle preferenze e ora potranno contare sul sostegno di Michele Laforgia, candidato del M5s, rimasto fermo al 21,75%. La coalizione, insomma, si ricompatterà per evitare sorprese contro Fabio Romito, sostenuto dal centrodestra e capace di raccogliere il 29,12% delle preferenze. L’elezione per Leccese, ex capo di gabinetto di Decaro, sembra essere a un passo.

Altro capoluogo di regione, altro ballottaggio a Perugia. Tra due settimane si sfideranno Vittoria Ferdinandi, centrosinistra, e Margherita Scoccia, centrodestra. Al termine di un testa a testa durato per l’intera giornata le due candidate sono stata infatti divise da pochi voti al termine dello scrutinio. Ferdinandi ha ottenuto il 49 per cento dei voti mentre Scoccia il 48,3. Uno 0,7% che, tradotto, vuol dire poco più di 500 voti. Ferdinandi e Scoccia hanno nettamente superato gli altri tre candidati sindaco: Massimo Monni (Perugia merita) si è fermato all’1,4, Davide Baiocco (Forza Perugia-Alternativa riformista-Italexit) allo 0,76 e Leonardo Caponi (Perugia contro guerra e neoliberismo-Pci) ha raccolto lo 0,55.

Il secondo turno sarà combattuto anche a Lecce dove Adriana Poli Bortone ha sfiorato la vittoria al primo turno, fermandosi al 49,6%, che avrebbe riconsegnato la città – che lei ha già guidato per due volte – al centrodestra. L’ex ministra, oggi 80enne, parte dunque favorita contro Carlo Salvemini, sindaco uscente, che ha ottenuto il 47%. Gli atti relativi a quattro sezioni scrutinate – dove erano state annullate circa 300 schede – sono stati inviati all’ufficio elettorale provinciale per il completamento delle operazioni. Lo scarto è così risicato che, quando il ballottaggio sarà definitivo, la differenza potrebbe anche giocarla la capacità di riportare alle urne i propri elettori tra quindici giorni. Gli altri due candidati, Agostino Ciucci e Alberto Siculella, non hanno raggiunto il 2% ciascuno.

Torneranno ai seggi anche i cittadini di Vercelli: a contendersi il ruolo di primo cittadino saranno Roberto Scheda – candidato di Lega, Fi e FdI – che ha ottenuto il 37,87% dei voti e Gabriele Bagnasco – sostenuto da Pd, Avs e una lista civica – che si è attestato al 25,60% dei voti. Al terzo posto la lista civica di Carlo Olmo con il 15,68% seguito dal sindaco uscente, Andrea Corsaro, candidato con il sostegno dell’omonima lista civica che ha ottenuto il 10,82%. A Caltanissetta il testa a testa sarà invece tra Walter Tesauro (centrodestra) che ha ottenuto il 34,89% e Annalisa Petitto (civica appoggiata da centrosinistra) col 30,47%. Fuori l’ex sindaco Roberto Gambino del M5s.

A Campobasso sarà secondo turno tra il candidato del centrodestra Aldo De Benedittis, centrodestra, e Marialuisa Forte, candidata dell’area progressista con Pd, M5S e Avs. Sarà ballottaggio anche a Verbania tra Riccardo Brezza (Pd, Europa Verde e M5S e tre liste civiche) e Giandomenico Albertella, sostenuto da due liste civiche. Al terzo posto la candidata del centro destra, Mirella Cristina (18,60%). Si torna ai seggi anche a Vibo Valentia (Cosentino del centrodestra contro Vincenzo Romeo sostenuto dal Pd), Rovigo (Valeria Cittadin del centrodestra che si è fermata al 49,2% e il civico Edoardo Gaffeo, sostenuto anche dal M5s), Avellino (Gengaro, centrosinistra, contro Pellegrino, centrodestra) e Potenza (Fanelli-Telesca).

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