I Rappresentanti permanenti dei 27 paesi dell’Unione europea, a quanto si apprende, hanno raggiunto un “accordo di principio” sull’uso degli interessi che maturano sugli asset russi depositati in Europa (principalmente presso il pagatore centrale Euroclear, in Belgio). Si tratta di circa 2-3 miliardi di euro l’anno, somma poco più che simbolica per quanto concerne gli equilibri del conflitto e la successiva ricostruzione dell’Ucraina. Secondo l’accordo, ancora da rifinire, a Kiev andrà il 90% dei fondi raccolti.

Rimane invece aperta la vera grande partita, ovvero il sequestro di asset russi per circa 200 miliardi di euro da cui maturano questi interessi. Gli Stati Uniti spingono per questa soluzione, i paesi e le banche Ue frenano, temendo che una mossa di questo tipo comprometterebbe la fiducia internazionale nella moneta unica ed esporrebbe l’Europa ad ulteriori misure ritorsive da parte di Mosca. Il sequestro, di incerta base giuridica, darebbe inoltre vita a lunghe code giudiziarie. Il Cremlino ha già fatto sapere che ricorrerebbe in tutte le sedi opportune ed adotterebbe contromisure.

“Accolgo con favore l’accordo politico di oggi sulla nostra proposta di utilizzare i proventi delle attività russe immobilizzate a favore dell’Ucraina. Non potrebbe esserci simbolo più forte e utilizzo migliore per quei soldi che rendere l’Ucraina e tutta l’Europa un posto più sicuro in cui vivere”, commenta la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. “Via libera alla proposta di utilizzare i profitti straordinari degli asset russi congelati. Più fondi alla difesa ucraina”, scrive sul suo profilo X il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni.

Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Articolo Precedente

Giorgetti: “Spalmare i crediti del Superbonus su 10 anni sarà un obbligo”. Le imprese: “Se retroattivo avrà impatto devastante”

next
Articolo Successivo

Non so se esista ancora una sinistra sul pianeta: se sì, riconosca qual è il vero problema politico

next