“Abbiamo un chiaro esempio di esemplari non umani non imparentati con alcuna specie conosciuta sul nostro pianeta. Il pubblico ha il diritto di conoscere la tecnologia e gli esseri non umani”. Jaime Maussan – giornalista e ufologo – ha fornito nuovi aggiornamenti sui due “cadaveri alieni”, presentati lo scorso settembre al Congresso del Messico e contestati dalla comunità scientifica. Come riporta Metro, Maussan è tornato al congresso questa settimana insieme a dei ricercatori che hanno confermato l’autenticità degli “alieni con tre dita”. In questa sede, hanno dichiarato che i resti trovati risalgono a circa mille anni fa.

“È la prima volta che la vita extraterrestre viene presentata in questo modo. Questa realtà unisce l’umanità anziché dividerci. Dovremmo abbracciare questa verità”, ha affermato l’ufologo, che negli ultimi mesi è tornato più volte sull’argomento per sostenere i propri studi. Nella stessa sede, Maussan ha dichiarato che a seguito delle indagini è emerso che il 30% del dna dei due “cadaveri non umani” non appartiene ad alcuna specie conosciuta. Ma l’ufologo, non solo non ha spiegato quali sono le differenze di questo dato con le specie conosciute, ma non ha nemmeno a indicato cosa è correlato il restante 70%. I suoi dati non sono mai stati pubblicati su riviste scientifiche o sottoposti alla revisione paritaria.

Alle affermazioni Jaime Maussan, ha risposto Will Galison, uno dei primi a vedere i presunti ufo. In un’intervista rilasciata a NubTv, l’ufologo ha detto: “In un documento scritto da una delle persone coinvolte nel caso è stato riportato che il cranio era stato ricavato dal teschio di camelide (famiglia di animali tra cui rientra il cammello e l’alpaca). Ma non è possibile fabbricare un teschio. Poi, la datazione al carbonio mostra che tutti i componenti di questi oggetti hanno circa 1000 anni”.

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