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Ebbe un figlio con un 13enne a cui dava ripetizioni, condanna definitiva e carcere per la donna

Ebbe un figlio con un 13enne a cui dava ripetizioni, condanna definitiva e carcere per la donna
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Nel 2019 la storia della donna indagata per aver fatto sesso con un 13enne a cui dava ripetizioni diventò un’inchiesta penale e poi un processo. La donna che ebbe un figlio nel 2018 dal ragazzino si è costituita al carcere femminile di Sollicciano a Firenze, il più vicino a casa sua a Prato, nella tarda serata di ieri dopo la condanna definitiva. La storia dell’operatrice sanitaria, oggi 34enne, è finita con il rigetto da parte della Cassazione, come riporta La Nazione, del ricorso del legale della donna confermando la condanna di appello a sei anni, cinque mesi e 15 giorni per violenza sessuale su minore di 14 anni e atti sessuali con minore. Trattandosi di un reato ostativo (che non consente di scontare la pena con forme di detenzione alternative), la donna deve andare in carcere nonostante abbia già scontato un anno agli arresti domiciliari durante la prima fase delle indagini. Ieri sera si è presentata nel carcere femminile più vicino a casa sua, lasciando i suoi figli.

I fatti risalgono al giugno del 2017 fino al gennaio 2019: un anno e mezzo in cui la donna ha intrattenuto rapporti sessuali con l’adolescente, conosciuto nella stessa palestra di arti marziali frequentata dall’altro figlio, avuto dal marito, indagato per alterazione di stato civile, per aver riconosciuto il bambino pur non essendo suo, ma assolto dalla Corte di Appello un anno e mezzo fa. Secondo le carte del processo, la donna aveva fatto di tutto per mandare avanti la relazione con quel ragazzo molto più giovane di lei arrivando perfino a minacciarlo di rivelare a tutti la paternità del bimbo nato se avesse messo fine agli incontri a sfondo sessuale. Ad accorgersi che qualcosa non andava nel figlio fu la mamma dell’adolescente che mise alle strette il figlio e lo costrinse a rivelare non solo la relazione con la donna ma soprattutto l’esistenza del bambino. È stato l’esame del Dna a confermare la paternità.

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