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Ultimo aggiornamento: 12:16 del 8 Maggio 2023

Ex militare scelto dell’esercito israeliano fredda un giovane palestinese sparandogli alla schiena dopo una lite stradale: scontri in Palestina

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Dennis Boykin, 32enne ex membro di un unità scelta dell’esercito israeliano, alza la pistola, mira alla schiena del 19enne Diar Amri, palestinese, e lo fredda. Il video diffuso sui profili social che denunciano le aggressioni nei confronti della popolazione palestinese nei Territori occupati è solo l’ultimo episodio di violenza che ha insanguinato la Cisgiordania, contribuendo ad alzare la tensione già arrivata a livelli record. Tanto che domenica, a circa 24 ore dall’omicidio, sono scoppiati nuovi scontri tra israeliani e palestinesi nella regione di Gilboa (bassa Galilea) proprio in conseguenza dell’accaduto.

L’uccisione del giovane palestinese è scaturita da una semplice lite stradale. Ma, mentre le autorità stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica, quello ripreso da un video amatoriale è solo l’ultimo esempio del clima sempre più teso nei Territori occupati. Tanto che la polizia ha dovuto impiegare sforzi per impedire agli abitanti del villaggio di Sandala, dove abitava Amri, di raggiungere in massa il villaggio di Gan Ner, dove abita Boykin.

Oggi, durante l’estensione dell’arresto per il 32enne, il suo legale ha detto che il suo cliente ha sparato ritenendosi in una situazione di estremo pericolo. Dalle immagini, però, si vede che dopo la breve colluttazione il giovane arabo tenta di risalire sulla propria auto e andarsene, ma l’ex militare israeliano impugna la pistola, prende la mira e apre il fuoco colpendo il giovane alle spalle. I familiari di Amri hanno infatti replicato che Boykin era il vero aggressore e che Diar è stato colpito mentre tentava disperatamente di sottrarsi alle sue violenze. Nella vicenda è intervenuta da Gaza anche Hamas che, dopo aver espresso condoglianze alla famiglia Amir, ha fatto appello agli arabi israeliani di “vendicare il sangue di Diar“. Deputati arabi israeliani hanno intanto criticato la politica del ministro per la Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir, accusato di facilitare il porto d’armi ai civili israeliani che abbiano prestato servizio militare, ciò “per accrescere il senso generale di sicurezza”.

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