Uno shiba inu al posto dell’uccellino che da sempre accompagna gli utenti di Twitter. È l’ultima novità presentata da Elon Musk sul suo social network, che sta pian piano rivoluzionando. Ma cos’è quel cane che gli utenti si sono ritrovati da lunedì pomeriggio nella loro timeline? È un Doge, il cane divenuto la ‘base’ di migliaia di meme, nonché il logo di Dogecoin, una criptovaluta nata nel 2013 in maniera quasi ironica ispirandosi proprio a Doge.

Negli scorsi anni Dogecoin era arrivata ad avere una capitalizzazione di miliardi di dollari, salvo ripiegare dopo il picco della primavera 2021 con un valore per singolo Dogecoin di 0,52 dollari a circa 7 centesimi, valore ormai stabile da mesi con minime fluttuazioni. Musk ha spesso spinto a comprare questa criptovaluta attraverso i suoi canali social incentivandone l’acquisto. Il rapporto tra Dogecoin e Musk è finito al centro di numerose controversie negli ultimi anni.

Adesso la scelta, i cui motivi non sono ancora del tutto chiari, festeggiata proprio dal profilo Twitter di Dogecoin con diversi post e un tweet ironico dello stesso Musk in cui lo Shiba Inu è alla guida e viene fermato dalla polizia. Mostrando la sua patente, avverte l’agente che l’uccellino raffigurato in foto è una sua “vecchia foto”. Come ha poi spiegato lo stesso Musk con un altro tweet, la scelta sarebbe frutto di una promessa fatta su Twitter il 26 marzo dello scorso anno, quando in uno scambio con un utente, quest’ultimo gli propose di acquistare tweet e di usare un Doge, il meme dello Shiba Inu, come logo. “Sarebbe da pazzi”, era stata la risposta del fondatore di Tesla.

Musk – che ha come cane proprio uno shiba inu, il famoso Floki proposto come ceo di Twitter – sostiene ora di aver mantenuto la promessa. Diversi utenti suggeriscono tuttavia che la sua sarebbe una provocazione legata a una causa da 258 miliardi di dollari con l’accusa di aver gonfiato volutamente il valore della criptovaluta Dogecoin. Proprio negli scorsi giorni Musk ha chiesto l’interruzione del procedimento davanti a una corte federale di Manhattan. I suoi avvocati hanno definito la causa intentata dagli investitori una “opera di fantasia” e i suoi tweet su Dogecoin “innocui e spesso sciocchi”. Dopo il cambio del logo su Twitter, la criptovaluta ha registrato un’impennata con il suo valore aumentato fino al 30% nel giro di poche ore.

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