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Paola Egonu, il sindaco di Cittadella replica alle accuse di razzismo: “Guadagna milioni in Turchia dove i diritti delle donne vengono calpestati. Venga tra la gente”

"Mi chiedo perché attualmente giochi con un contratto milionario in Turchia, dove non mi sembra che siano campioni di democrazia. Forse si mettono questi principi da parte quando si ha a che fare con tanti soldi?"

di F. Q.

“Capita che mia mamma chieda un caffè al bar e glielo servano freddo, che in banca lascino entrare la sua amica bianca ma non lei. I miei genitori ci hanno insegnato a non mettere le mani i borsa dentro a un negozio per evitare di essere accusati di furto. Ancora oggi, se ho il cellulare in tasca e devo mandare un messaggio, aspetto di uscire”. Così ha detto Paola Egonu nella sua ultima intervista a Vanity Fair Italia, rivolgendo parole pesanti nei confronti del suo paese, Cittadella, e accusando i concittadini di essere razzisti nei suoi confronti e di tutte le persone che hanno il colore della pelle diversa. Ma Luca Pierobon, sindaco della cittadina veneta in quota Lega, non ci sta e dalle pagine de Il Gazzettino replica punto per punto alle dichiarazioni della campionessa di pallavolo. “Paola Egonu è una grande campionessa e mi complimento con lei – esordisce -. Non entro nel merito di quanto ha raccontato nell’intervista, non mi va però che per l’ennesima volta il nome di Cittadella venga associata agli aspetti così negativi che descrive“. Paola Egonu, 24 anni, ha vissuto infatti a Cittadella insieme al padre (che prima di immigrare in Italia faceva il camionista in Nigeria), alla madre infermiera e ai due fratelli.

Quindi il primo cittadino tiene a replicare che la situazione a Cittadella, ma anche in tutta la regione, non è proprio quella riportata nell’intervista: “Cittadella, i luoghi contermini, il Veneto, non sono terre di razzisti. È ora di finirla. Qui si accolgono immigrati, eccome! Chi vuole integrarsi lo può fare“. Quindi rivolge un invito alla campionessa: “Visitiamo assieme il camminamento di ronda, borghi e frazioni, andiamo a pranzo, giriamo tra la gente, nei negozi e vedrà, e non perché ora è conosciutissima, che non c’è nessun problema quando tutti si comportano bene. Non nego ci siano episodi e avvenimenti, compiuti da stupidi, a sfondo razzista che vanno assolutamente e pesantemente perseguiti”. Specificando dopo: “Da qui a fare di tutta un’erba un fascio però ce ne passa. Paola, da campionessa ha un ruolo importante e un’ampia visibilità, spiace continui a usarla per criticare facendo passare tutti i cittadini di qui come razzisti. Attraverso lo sport è una ambasciatrice”. Infine, Pierobon conclude con una stoccata: “Mi chiedo, allora, perché attualmente giochi con un contratto milionario in Turchia, dove non mi sembra che, a cominciare dai diritti delle donne, siano campioni di democrazia. Forse si mettono questi principi da parte quando si ha a che fare con tanti soldi?

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