“Io a volte veramente quando vedo dei talk show, dei dibattiti, vedo gente rimasta ai tempi indietro, anzi non è neanche nata. Si sono auto-mangiati dall’ignoranza che hanno. La libertà dell’uomo oggi è considerata come il più grande dono, ma noi siamo lontanissimi dalla libertà perché siamo ancora imprigionati dai pregiudizi perché pensiamo ancora che tutto quello che facciamo noi sia quello che devono fare gli altri. Stronzata enorme. Siamo inimitabili noi, siamo pezzi unici”. Così Biagio Antonacci, intervistato da FqMagazine, ospite di Programma con Andrea Conti e Claudia Rossi, dopo aver intonato uno dei suoi brani, In una stanza quasi rosa. Secondo il cantante “con questo coraggio dobbiamo affrontare tutto il resto”.

Antonacci quindi parla della guerra in Ucraina e dei cambiamenti climatici. “Le guerre, il clima, sono una provocazione della natura e della vita – dice in diretta – L’uomo è un essere che è in una fase di estinzione naturale, sta procedendo verso l’estinzione e lo dimostra il fatto che c’è ancora chi vuole bombardare le città e uccidere il proprio simile. E purtroppo ci stiamo abituando alla guerra. C’è un popolo che sta morendo di freddo, ma tutte le sere noi poi dopo un po’ che ne parliamo non ne parliamo più”. Quindi il ricordo del nonno bersagliere: “Mio nonno era un bersagliere, italiano, che andò ne fronte russo nel ’42. Da questo fronte russo, a parte che son partiti a piedi con le scarpe di cartone, portò a casa a mia nonna un’icona (con Cristo ndr). Mio nonno quando tornò disse ‘perché siamo andati ad ammazzare questa gente, era tutta brava gente’. Era gente che non voleva la guerra, come oggi non la vogliono neanche i russi e gli ucraini ma oggi c’è troppa ignoranza…”.

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