Scontro a “Dimartedì” (La7) tra i giornalisti Antonio Caprarica e Fabio Dragoni sul reintegro dei medici no vax deciso dal governo Meloni.
Dragoni difende la decisione: “Questi signori hanno pagato sulla loro pelle la loro scelta perché sono stati sospesi e non hanno preso lo stipendio, non so se ci rendiamo conto dell’enormità della cosa. E il tutto sulla base di un presupposto illogico e falso. Si è detto allora che chi non si vaccina contagia gli altri. Ma se vi vaccinate, che problema avete se un altro non si vaccina?”.
Caprarica dissente: “Il vaccino ha notoriamente effetto se una parte larga della popolazione si vaccina. Non è un fattore individuale, non è che se io mi vaccino allora sono salvo”.

Dragoni replica citando le parole della responsabile commerciale di Pfizer e aggiunge: “Quanto vogliamo portare avanti questa storia? Vogliamo la lettera scarlatta per i medici non vax?”.
“No – ribatte Caprarica – È molto semplice: le regole valgono per tutti, erga omnes. Se il governo dice che c’è una carenza di personale sanitario negli ospedali e il reintegro di quei 5mila medici no vax ci aiuta a risolvere un problema, questa è una valutazione pragmatica su cui si può perfino convenire. Ma non si può accettare l’idea che qualcuno rispetti le regole e qualcun altro no. È la stessa storia del condono fiscale”.
Dragoni sbotta: “Ma se sono stati a casa senza stipendio, hanno subito la regola e l’hanno rispettata. Cos’altro deve fare un medico? Cosa diavolo volete ancora? Volete la guerra civile”.
“Quella regola valeva fino al 31 dicembre – risponde Caprarica – È come per le tasse: questo è un governo in cui la legalità va a corrente alternata. Non vale a Predappio, ma vale a Modena. Non vale per i medici non vaccinati, ma vale per quelli vaccinati”.

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