“Sono un personaggio controverso, me ne rendo conto: se sei la moglie di qualcuno, probabilmente mi condannerai quando ti rivelerò che sono stata contattata da tuo marito, in passato, o che questo potrà accadere in futuro”. Nella prefazione del libro “Eros che mi lega: amore che mi scatena. Tutte le fragilità di una escort” (Eroscultura editore, 2022), Blue Angy, escort, life coach e scrittrice ungherese ma italiana d’adozione, avvisa i lettori. Conosce i segreti del mondo maschile. Gli stati d’animo che gli uomini sposati, benestanti, condividono con lei non solo sotto le lenzuola. Anche a cena in un ristorante stellato o nel lounge bar di un resort. Un giro d’affari a molti zeri. Pagata anche tremila euro a notte, Blue Angy accompagna i suoi clienti nei loro viaggi di affari. Soprattutto li ascolta e li conforta come fosse un dea, il femminile idealizzato. Perché? Desiderano essere apprezzati, considerati esseri speciali. E tradiscono la mogli, ancorché bellissime. Ma non concilianti, non complici, non eccitanti. ‘Non’ e basta.
Lei, Blue Angy, donna intelligente e sensibile, conosce il loro desiderio di fuga dalla quotidianità meglio di chiunque altro. E dà loro comprensione e sollievo. “Se ti dicessi che tuo marito ha bisogno di me per tornare da te meno deluso dalla vita?”, scrive nel libro. Non sapremo mai come finirebbe questa storia se lei, alta, bionda con gli occhi azzurri e la lingerie di pizzo, diventasse la loro compagna di vita. Come reagirebbe sul tappino di dentifricio fuori posto, sui calzini in disordine e la troppa stanchezza per fare sesso. La sua situazione non è la realtà quotidiana. Lei lo sa e le va benissimo così.
Blue Angy, chi sono i suoi clienti?
Sono in gran parte uomini sposati che non condividono più la sessualità con la moglie. A volte le loro compagne, se pur belle e giovani, non desiderano più fare sesso con loro. Altre volte sono loro stessi che non provano più desiderio. Non faccio l’interrogatorio quando li incontro, ma so che i problemi familiari e la quotidianità allontanano la coppia dalla sfera erotica. Poi ci sono i single, che sono solo una piccola parte.
Qual è la sua giornata tipo?
Mi alzo presto, faccio ginnastica e mi prendo cura del mio corpo. Poi scrivo per le mie prossime pubblicazioni e mi dedico ai social, impegno che richiede parecchio tempo. Infine, se posso, vedo un film o leggo. Alla sera lavoro. Raggiungo il cliente con cui ho appuntamento a casa sua o in hotel. Mai a casa mia, a Roma. Capita anche che vada all’estero, spesata di tutto. Anche per più giorni.
I suoi clienti sono occasionali?
All’inizio sì. Ma poi diventano fissi. Lo scambio non è soltanto sessuale, ma di battute che riguardano la loro storia, i matrimoni falliti e le insoddisfazioni. Spesso sono escamotage psicologici per giustificarsi, bugie che raccontano a se stessi per alleviare i sensi di colpa verso il matrimonio.
Cosa la appassiona del suo lavoro?
Mi piace essere femmina, truccarmi, prepararmi, essere corteggiata e desiderata. Vede, non è l’atto sessuale il fulcro della mia professione. Sono una compagnia femminile per i miei clienti. La mia visione della vita, senza pregiudizi, li fa sentire liberi. Offro loro comprensione e ascolto sui problemi di lavoro e di famiglia. Poi, certo, si fa anche sesso. Ma capita anche di non farlo.
Un uomo paga tremila euro una donna attraente come lei soltanto per chiacchierare?
Ha dell’incredibile ma succede. Mi sono invaghita di un cliente recentemente. Ne parlo nel libro che sto scrivendo, “Luce poi il buio, la forza del mio spirito in un mondo virtuale – incarnazione dell’eterno amore”. Mi ha visto su Twitter, mi ha contattato e si è presentato come un gentleman londinese. Gli ho risposto subito con la richiesta del mio cachet. Ha accettato e ha versato un acconto. Ma la pandemia ha spostato i tempi del primo incontro. Dopo un anno di desiderio virtuale finalmente ci siamo visti: senza fare sesso.
Un rapporto platonico?
Con un uomo ricchissimo e affascinante. Che mi ha accolto a Londra, a Chelsea dove vive, con rose rosse, aragosta e champagne. Avrei voluto fare l’amore ma mi ha risposto che non voleva usarmi. Abbiamo solo giocato e visto un film. Il sesso è arrivato agli incontri successivi. E ci ha fatto innamorare. Ora sto seriamente pensando di abbandonare il lavoro di escort.
Ma lei, con vent’anni di carriera alle spalle e molti clienti fidati, lascerebbe davvero il suo lavoro per un uomo che ha visto una manciata di volte?
Non lo so. Mi sono sentita come nel film Pretty Woman. L’uomo in questione vorrebbe che lasciassi il mio lavoro ma al contempo ha paura dei pregiudizi della gente. Non è facile accettare il mio passato per lui, pur essendo single. Ha figli e un lavoro importante. Per la verità, qualche fine settimana a stretto contatto con lui mi ha fatto sentire prigioniera. Avevo bisogno del mio spazio. Se ne è accorto e mi ha chiesto: mi ritieni noioso?
Nel suo ultimo libro parla di clienti a cui la unisce un affetto decennale: sarebbe pronta a rinunciare a loro per una relazione stabile?
Sarei pronta a mollare tutto solo se fosse amore vero. Ma non ho mai pensato che la persona oggetto del mio sentimento debba garantirmi un futuro, una prospettiva di convivenza o una famiglia. Sono una donna libera, i cosiddetti ‘valori’ per me non sono altro che convenzioni. Però capisco che un uomo che voglia stare con me desideri che smetta.
C’era già un uomo speciale nella sua vita…
Si tratta di Patrick, nome di fantasia nel libro. Un uomo sposato che ho amato davvero. Ci incontravamo nell’albergo di sua proprietà. Ma sapevo che non avrebbe mai lasciato la famiglia e nemmeno lo volevo. Quando ha saputo che mi sono innamorata di un altro ha capito. Disposto a perdermi per la mia felicità, se pur a malincuore.
Lei si presenta come una donna romantica, eppure prende migliaia di euro a notte: non è contradditorio?
I sentimenti hanno due facce. Innamoramento e amore. Solo quado l’innamoramento diventa qualcosa di stabile si può parlare di amore. Il matrimonio spesso spegne la comunicazione e lo scambio. Ecco perché faccio questo lavoro. Non è contradditorio fare la escort e credere in un sentimento puro e continuativo. Esistono coppie, rare, che si amano da anni. Certo i mariti non sono miei clienti.
Perché ha scelto di fare la escort?
Avevo appena partorito mia figlia, a 17 anni. I mie genitori erano assenti. Lavoravo in un bar, in Ungheria, per mantenermi e mantenere il mio compagno. Il proprietario un giorno mi ha fatto avance e me ne sono andata. Ho cominciato a lavorare in un night di Budapest. Le colleghe che uscivano con i clienti e guadagnavano extra ma io non volevo farlo. Un giorno un ragazzo mi ha proposto di uscire, mi ha offerto 500 euro e io per provocazione ne ho chiesto 5.000. Ha accettato e mi ha portato in un meraviglioso hotel dove mi ha trattato da principessa. Era quella la vita che volevo fare.
Ha una famiglia?
Fra poco rivedrò in Ungheria mia madre, mia sorella e mia figlia, che sento costantemente. Non ho avuto una vita facile. Ma non è questo il motivo per cui ho scelto di fare la escort. Una donna bella, sembra assurdo, subisce avance continue da parte dei maschi in qualsiasi lavoro voglia intraprendere. Farsi pagare, e per non avere niente in cambio, è più rispettoso di se stesse che concedersi per un ruolo.
Ha mai rifiutato un cliente?
Certo. Se un uomo è signorile e gentile lo accetto anche se non è Alain Delon. Se è cafone lo rigetto all’istante.
Cosa pensa del sesso virtuale?
Anziché contattarmi per fare l’amore alcuni clienti oggi si accontentano di video erotici che giro e invio loro a pagamento. C’è una sorta di virtualizzazione dell’eros, che pare spostarsi verso una dimensione più masturbatoria. E’ una fruizione nuova dell’erotismo.
Guadagna bene dai video?
Ho tantissimi follower che pagano anche 150 o 200 euro a video. Un mio cliente recentemente ha speso 7.000 euro senza mai avermi visto nella realtà. Lo trovo assurdo ma il virtuale è potentissimo. E’ un percorso intrigante che può affrontare chiunque. Basta essere sensuali, avere carisma, sapersi proporre.
Quando ha la febbre ha qualcuno che si prende cura di lei?
Fortunatamente non ho mai la febbre. Ma in ogni caso ho clienti molto affezionati. Con i quali ho costruito rapporti umani.
Se il suo innamorato non sarà il Richard Gere del film, non tornerà certo in un appartamento squallido…
Non ho bisogno di essere salvata, voglio essere amata per quello che sono. E ho un bellissimo appartamento.

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