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La saga dell’economista Boldrin e i social media. Su Facebook la nuova puntata: “Vermi” a quelli che gli dicono di pagare chi lavora per lui

"Un piccolo assalto di sfigati pseudo-comunisti (falliti veri e parassiti in pectore o gia' realizzati) ha animato, tra ieri ed oggi, la mia pagina di FB" spiega al suo pubblico social il professore della Washington University in St. Louis
La saga dell’economista Boldrin e i social media. Su Facebook la nuova puntata: “Vermi” a quelli che gli dicono di pagare chi lavora per lui
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Michele Boldrin colpisce ancora. Qualche mese fa era stato sospeso da Twitter “per un complotto della Lega”, spiegò lui. Più verosimilmente per interventi non sempre educatissimi. L’esclusione indusse opinionisti molto attivi nel microcosmo dei 280 caratteri, a rivolgere accorati appelli per il reintegro direttamente all’azionista Elon Musk, per ora inascoltati. Ora l’economista scatena una bufera su Facebook. Tutto parte da un post in cui chiede se qualcuno voglia occuparsi dei suoi canali podcast in cambio di “gratitudine e una cena quando abbiamo occasione di incontrarci” perché “io non ho tempo”. A questo punto commentando l'”inserzione” c’è chi ha l’ardire di far notare a Boldrin che forse qualcuno che lavora per te, tanto o poco, andrebbe pagato.

L’economista, vicino ai turbo liberisti Oscar Giannino (con cui Boldrin fondò il movimento politico Fare per fermare il declino, naufragato poche settimane dopo la nascita sulle notizie delle false lauree del giornalista che ora fa il consulente del presidente di Confindustria Carlo Bonomi) e all’istituto Bruno Leoni, si inalbera. “Capisco che nel mondo dei vermi la parola cooperazione e attività sociali e goodwill siano assenti, così come i concetti” e poi “ho un tale disprezzo per falliti della tua miserabil fatta che mi sento in dovere di comunicartelo”. Ma Facebook, si sa, è infestato di invasati dell’equo compenso. E così Boldrin spara vermi a raffica…”verme inesistente, click!”, “altro verme” e via così.

A 24 ore dal post incriminato il professore dalla Washington University in St. Louis ne pubblica un secondo e un terzo con le analisi sociologico-politiche dell’accaduto: “Un piccolo assalto di sfigati pseudo-comunisti (falliti veri e parassiti in pectore o già realizzati) ha animato, tra ieri ed oggi, la mia pagina di FB” e ancora “Per quanto riguarda la masnada di odiatori che è apparsa soprattutto su Twitter ma anche qui sotto il mio post originale posso solo dire che, appunto, appartengono alla categoria del frustrato violento, del parassita che non capisce cosa siano i favori fra amici, dell’odiatore per insufficienze cognitive proprie, eccetera. Gentaglia”. In una diretta video gli accusatori vengono messi all’indice uno per uno. Nel frattempo Boldrin ha spostato il post all’origine della social-novela tra quelli accessibili solo a chi ha “l’amicizia”. A posto così, dai.

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