È arrivato all’ospedale dell’Angelo di Venezia, domenica 25 settembre, in gravi condizioni, già intubato, ed è stato operato d’urgenza. Da quel momento non si è più svegliato Alexandru Ianosi Andreeva Dimitrova, il 35enne accusato di aver ucciso a coltellate la notte tra il 22 e il 23 settembre la compagna Lilia Patranjel, nel loro appartamento a Spinea, Venezia. Come racconta Il Gazzettino, era stato trovato in carcere con un manico di scopa conficcato nell’occhio. Ora si trova in rianimazione, in prognosi riservata. Ufficialmente si è trattato di un atto di autolesionismo, ma restano i dubbi su come si sia ferito. Anche i medici dell’ospedale si sono domandati come sia possibile che l’uomo abbia fatto tutto da solo e hanno chiesto alle autorità di approfondire la vicenda. Dopo l’intervento Ianosi è sempre stato sedato, nessuno ha potuto parlare con lui.

Anche il legale del 35enne romeno, l’avvocato Francesco Neri Nardi, ha chiesto al carcere una relazione completa e dettagliata sull’accaduto. Gli elementi sospetti ci sono: quel manico di scopa è andato molto a fondo, per conficcarsi così nell’orbita di un uomo ci vuole una certa forza. È strano che Ianosi abbia scelto un modo così insolito per provare a togliersi la vita. Resta il dubbio che si possa trattare di un’aggressione in carcere, collegata a un regolamento di conti. Una sorta di applicazione criminale di un codice d’onore che colpisce in prigione chi è dentro per reati violenti contro donne e bambini. Ragione per cui, in certe situazioni, per motivi di sicurezza questi detenuti vengono tenuti in isolamento. In ogni caso, per il momento le autorità escludono l’ipotesi del regolamento di conti.

Intanto il 29 settembre si è tenuta l’autopsia sul corpo di Lilia Patranjel, come disposto dal sostituto procuratore di Venezia, Alessia Tavarnesi. L’esame autoptico è stato affidato alla dottoressa Barbara Bonvicini, il medico legale intervenuto per i primi rilievi la mattina di venerdì scorso, quando i carabinieri si sono recati in via Mantegna, dove è avvenuto l’omicidio. Pochi dubbi sulle cause della morte: tra i molti colpi ricevuti, sono state due le coltellate mortali per la donna. Aveva molte ferite sulle braccia. Un disperato tentativo di difendersi dal suo assassino.

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