“Mi sono preso attacchi e insulti da Calenda per una settimana e ho deciso di non rispondere. Oggi ho detto che fa un po’ di bullismo, lo rivendico e ho tutto il diritto di dirlo. Calenda insieme ad altri si è iscritto nel partito degli odiatori, cioè persone che dalla mattina alla sera passano il tempo a odiare e a bullizzare gli altri”. Sono le parole pronunciate a “In onda” (La7) da Luigi Di Maio, ministro degli Esteri, ex esponente del M5s e ora capo politico di Impegno Civico.

Su Alessandro Di Battista, che lo ha definito ‘ducetto’, Di Maio afferma: “Eravamo molto amici, abbiamo condiviso battaglie che io sto continuando. Poi ci siamo divisi nel percorso. Però alla fine su una cosa almeno siamo d’accordo: il M5s non è più il Movimento che abbiamo fondato. Questo è un problema – conclude – lui dovrebbe interrogare soprattutto Conte. Mi definisce ‘ducetto’? Ovviamente iscrivo anche lui a questo grande partito degli odiatori e pure un po’ dei bulletti, perché poi è fantastico fare così: ti ritrai, non ti candidi, attacchi tutti e scompari”.

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