Lungo botta e risposta nella trasmissione “La corsa al voto” (La7) tra il leader del M5s, Giuseppe Conte, e i giornalisti Silvia Sciorilli Borrelli e Alessandro De Angelis sul mancato voto di fiducia dei 5 Stelle al governo Draghi.
Secondo Borrelli, Draghi col Dl Aiuti ha risposto in parte ai 9 punti dell’agenda sociale presentata dal M5s, ma Conte non ci sta: “Se ci ritroviamo in queste condizioni, è perché il governo non ha risposto. E certamente la risposta non può essere l’offerta di 6 euro lordi al mese in più: con 6 euro lordi in più un lavoratore a basso reddito ci paga forse la colazione“.

La giornalista replica che i due Decreti Aiuti prevedono 35 miliardi di aiuti per famiglie e imprese senza scostamento di bilancio.
“Io so che lei è una fautrice del governo Draghi – ribatte Conte – però io messo in campo 130 miliardi con 5 scostamenti di bilancio, per aiutare famiglie e imprese colpite dalla pandemia. E ho lasciato lo spread sotto 100, mentre adesso senza lo scostamento di bilancio abbiamo toccato addirittura 250“.
Borrelli respinge la definizione di “fautrice del governo Draghi” e taccia di irresponsabilità la scelta del M5s di non aver votato la fiducia al governo Draghi.
Conte risponde: “Se Draghi si presenta in Senato e di fronte a 50mila aziende che stanno sull’orlo del fallimento dice tutto il male possibile sul Superbonus, che peraltro ha contribuito al 6,6% di Pil, attaccandolo duramente senza possibilità di soluzione, allora non può avere la nostra fiducia e il nostro consenso. E se lo stesso Draghi, dopo aver governato per 18 mesi e aver posto 10-11 modifiche al testo, sostiene che quella norma è scritta male se ne deve assumere le responsabilità“.

De Angelis osserva che Draghi ha fatto il taglio del cuneo fiscale e il capo del M5s risponde: “Il cuneo fiscale sarebbe 6 euro lordi al mese? Legga meglio, nel testo c’è scritto ‘colazione al bar la domenica mattina’? Forse non l’hanno scritto, ma è così. E vogliamo dire che anche la norma sugli extraprofitti è stato un fallimento? Vogliamo dire che ancora oggi non sono riusciti a scrivere bene quella norma?”.
“Ma Draghi su questo è stato durissimo”, commenta il conduttore Paolo Celata.
“Draghi non doveva essere duro, doveva risolvere i problemi”, ribatte Conte.

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