Il piatto forte sono le proroghe degli aiuti contro i rincari energetici per contenere la stangata di fine anno. Mentre ha effetti limitati l’aumento del taglio del cuneo fiscale che era già in vigore fino a dicembre per i dipendenti con redditi sotto i 35mila euro, nonostante durante il consiglio dei ministri sia stato potenziato arrivando dallo 0,8% attuale al 2% complessivo. Gli altri capitoli del decreto Aiuti bis varato giovedì dal consiglio dei ministri riguardano il bonus 200 euro – che verrà versato, sempre una tantum, alle categorie che a luglio erano rimaste escluse – e le pensioni (ma solo quelle sotto i 35mila euro annui) la cui parziale rivalutazione viene anticipata a ottobre. Nulla di fatto per la riduzione dell’Iva sui beni di prima necessità, chiesta a gran voce dalla Lega. La coperta di poco più di 14 miliardi offerta dalle maggiori entrate – “più 2 di misure aggiuntive”, ha detto il premier Mario Draghi – era troppo corta, complice il flop della tassa sugli extraprofitti (da cui era atteso un acconto ben superiore alla cifra effettivamente incassata) e la necessità di ripristinare fondi ministeriali congelati per finanziare il precedente decreto taglia bollette. Il governo in carica per gli affari correnti ha concentrato la maggior parte delle risorse sul prolungamento delle misure per far fronte agli aumenti di luce, gas e carburanti. E, come lamentato dalla ministra Bonetti, per recuperare fondi ha ridotto di 630 milioni di euro gli stanziamenti per l’assegno unico per i figli.

L’aumento del taglio del cuneo fiscale – Dal primo luglio al 31 dicembre aumenta “in via eccezionale” di 1,2 punti percentuali – contro 1 punto previsto dalle bozze – il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti con redditi sotto i 35mila euro che era stato introdotto da gennaio in parallelo con la contestata prima parte della riforma Irpef che avvantaggia soprattutto i redditi medio-alti. L’aumento da 1 a 1,2 punti del taglio aggiuntivo è stato deciso dopo le forti critiche dei sindacati, che avevano rilevato come i guadagni si fermassero a pochi euro al mese. Lo sforzo aggiuntivo non cambia di molto la situazione.

Anticipo della rivalutazione delle pensioni – La rivalutazione delle pensioni all’inflazione del 2021, che avrebbe dovuto scattare il prossimo gennaio, viene anticipata “per una quota pari a due punti percentuali” a ottobre. La misura sarebbe costata circa 2,3 miliardi ma nel corso del cdm si è deciso di ridurre il costo dell’intervento limitandolo agli assegni fino a 35mila euro annui. Secondo i calcoli dei sindacati in ottobre gli assegni saliranno di 10,49 euro lordi in più al mese per le pensioni minime mentre una pensione media di 952 euro mensili avrà un aumento pari a 19 euro lordi.

Bonus 200 euro a chi non l’ha preso in luglio – Il bonus 200 euro preso a luglio da dipendenti e pensionati con redditi sotto i 35mila euro sarà riconosciuto ai lavoratori dello sport e a quelli che non ne hanno beneficiato perché “interessati da eventi coperti figurativamente dall’Inps”, come la maternità, la malattia o la cassa integrazione. L’una tantum sarà pagato dal datore di lavoro a ottobre. È in corso di verifica tecnica la proposta avanzata dal ministro Orlando di estendere il bonus ai dottorandi e assegnisti di ricerca e ai lavoratori in pensione a decorrere da luglio. Viene poi rimpinguato con altri 100 milioni, arrivando a 600, il Fondo per il sostegno del potere d’acquisto dei lavoratori autonomi, che ancora attendono di sapere a quanto avranno diritto e con quali requisiti: serve un decreto ministeriale.

Le misure contro i rincari dell’energia – Il pacchetto più corposo come detto riguarda le proroghe dei provvedimenti contro i rincari energetici. Il taglio delle accise sui carburanti viene prorogato solo fino al 20 settembre (sarebbe scaduto il 22 agosto): poi dovrà pensarci il futuro governo. Durerà fino a fine anno, invece, il taglio al 5% dell’Iva sul gas.

Il bonus sociale per energia elettrica e gas per i clienti domestici economicamente svantaggiati (Isee sotto i 12mila euro) e i clienti domestici in gravi condizioni di salute nel quarto trimestre dell’anno dovrà essere rimodulato – all’Arera il compito di rideterminare l’agevolazione – per “mantenere inalterata rispetto al trimestre precedente la spesa dei clienti agevolati corrispondenti ai profili-tipo dei titolari dei suddetti benefici”.

Per ridurre gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico, l’Arera “provvede ad annullare” anche per il quarto trimestre 2022 “le aliquote relative agli oneri generali di sistema elettrico applicate alle utenze domestiche e alle utenze non domestiche in bassa tensione, per altri usi, con potenza disponibile fino a 16,5 kW”. Lo stesso per quelle “con potenza disponibile superiore a 16,5 kW, anche connesse in media e alta/altissima tensione o per usi di illuminazione pubblica o di ricarica di veicoli elettrici in luoghi accessibili al pubblico”.

La parte del leone la fanno però gli aiuti alle imprese energivore, a cui vengono destinati 3,4 miliardi per riconoscere un altro “contributo straordinario a parziale compensazione dei maggiori oneri sostenuti, sotto forma di credito di imposta, pari al 25% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel terzo trimestre 2022”. Il credito d’imposta “è riconosciuto anche in relazione alla spesa per l’energia elettrica prodotta e autoconsumata nel terzo trimestre 2022”.

Infine eventuali contributi da parte delle aziende per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale rientreranno nelle regole del welfare aziendale. Anche queste voci saranno quindi tra quelle che non concorrono alla formazione del reddito, fino al limite innalzato di nuovo a 516 euro anche per il 2022.

Le norme ancora in bilico – Nelle bozze – non si sa se sia stato confermato in cdm – era previsto anche che fino al 31 ottobre le imprese fornitrici di luce e gas non possano modificare unilateralmente le condizioni generali di contratto relative alla definizione del prezzo “ancorché sia contrattualmente riconosciuto il diritto di recesso alla controparte”. Secondo Utilitalia, la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche, “rischia di avere effetti traumatici sul mercato dell’energia elettrica e del gas naturale, con il rischio di default per le aziende fornitrici e gravi danni per gli utenti finali”. Un’altra norma “in bilico” (le bozze indicavano che era soggetta a “verifica politica”) è quella che riguarda l’obbligo da gennaio 2023 per i fornitori del servizio di ultima istanza di “offrire ai clienti vulnerabili la fornitura di gas naturale a un prezzo che rifletta il costo effettivo di approvvigionamento nel mercato all’ingrosso, i costi efficienti del servizio di commercializzazione e le condizioni contrattuali e di qualità del servizio”, così come definiti dall’Arera. Sarebbero ritenuti vulnerabili i clienti “economicamente svantaggiati, disabili, che risiedono nelle isole minori non interconnesse o in una casa di emergenza per eventi calamitosi, o ancora che abbiano superato i 75 anni”.

Rifinanziamento per il bonus psicologo – Vengono rifinanziati il bonus psicologo, per il quale le domande arrivate in un solo giorno hanno ampiamente superato i fondi a disposizione, e il bonus trasporti inserito nel precedente decreto aiuti. Per il primo ci sono 15 milioni in più mentre per il bonus destinato agli abbonamenti dei trasporti pubblici vengono stanziati 101 milioni in più, dai 79 milioni originari.

Un nuovo salva Ilva – Anche il governo Draghi deve mettere nuove risorse nell’ex Ilva. Invitalia viene “autorizzata a sottoscrivere aumenti di capitale o diversi strumenti, comunque idonei al rafforzamento patrimoniale, anche nella forma di finanziamento soci in conto aumento di capitale, ulteriori rispetto a quelli previsti ai precedenti periodi e sino all’importo complessivamente non superiore a 1.000.000.000 euro, addizionali” rispetto a quelli previsti. Non è chiaro se il miliardo servirà solo per garantire l’operatività o anche per salire al 60% del capitale di Acciaierie d’Italia, jv con ArcelorMittal, cosa che era prevista dal piano sottoscritto con la multinazionale ma che a maggio il governo aveva deciso di non fare.

1,3 miliardi in più alle Olimpiadi Milano-Cortina – Il fondo per la realizzazione delle olimpiadi Milano-Cortina è incrementato di 1,3 miliardi, per fronteggiare l’aumento dei prezzi delle materie prime. Lo prevede la bozza del decreto legge aiuti bis. Nel dettaglio 180 milioni di euro sono per il 2022, 240 milioni per il 2023, 245 milioni per il 2024, 195 milioni per il 2025, 205 milioni per il 2026 e 235 milioni per il 2027. L’incremento, si legge nel provvedimento, “è destinato quanto a 900 milioni agli interventi del Piano nazionale per gli investimenti complementari al Pnrr” e quanto a 400 milioni per la realizzazione delle opere.

Le spoglie di Alitalia – I proventi dell’attività liquidatoria di Alitalia in amministrazione straordinaria dovranno essere prioritariamente destinati al soddisfacimento dei crediti verso lo Stato “al netto dei costi di completamento della liquidazione e degli oneri di struttura, gestione e funzionamento dell’amministrazione straordinaria, nonché dell’indennizzo ai titolari di titoli di viaggio, di voucher o analoghi titoli emessi dall’amministrazione straordinaria”.

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