Si tratta di un intervento al colon per la malattia di Hirschsprung la prima operazione robot-assistita realizzata all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo su una paziente in età pediatrica, di soli 10 anni. Il secondo intervento, effettuato su una bambina di tre anni, ha permesso la rimozione di una neoplasia toracica. Le due operazioni sono state effettuate nei mesi di giugno e luglio 2022. Si tratta dei primi primi due interventi chirurgici con il robot realizzate con la collaborazione dell’Ospedale Gaslini di Genova che ha permesso l’addestramento alla consolle del robot di Maurizio Cheli, direttore della Unità di Chirurgia pediatrica. Il Papa Giovanni è tra i pochi centri in Italia ad estendere il programma robotico alle patologie e malformazioni dei bambini.

La malattia di Hirschsprung o megacolon congenito agangliare, è una patologia rara che rende necessaria una complessa operazione chirurgica in più fasi, tra le quali rientra una delicata asportazione chirurgica del tratto terminale del colon e del retto, privo di cellule nervose e quindi malato. Nel caso del secondo intervento, l’approccio tradizionale avrebbe richiesto un’ampia incisione chirurgica e difficoltà tecniche. L’utilizzo del robot ha permesso una rimozione della neoplasia toracica rapida e sicura, ma soprattutto radicale, anche grazie all’ingrandimento ottico (la cosiddetta ‘magnificazione’) delle immagini consentita dal sistema robotico. Al termine solo minime incisioni chirurgiche che nel tempo non lasceranno traccia. Un vantaggio da un punto di vista psicologico per la bimba e la sua famiglia.

L’equipe chirurgico-pediatrica del Papa Giovanni, diretta da Maurizio Cheli, ha realizzato le due procedure con il tutoraggio del Gaslini di Genova, con il quale esiste una stretta collaborazione reciproca per la chirurgia digestiva ed epatologica. “L’innovazione tecnologica rappresentata dal robot è un’evoluzione della tecnica chirurgica mininvasiva, che stiamo introducendo come opportunità ulteriore per trattare alcune patologie e malformazioni pediatriche per le quali siamo centro di riferimento – ha spiegato Cheli -. L’ingrandimento ottico e le possibilità di dettaglio offerte dal monitor con visione tridimensionale oltre alle infinite possibilità di movimento degli strumenti offrono un notevole aiuto al chirurgo, che si traduce in maggior sicurezza per il paziente. Per i bambini il ricorso al robot può rappresentare un’opportunità per un rapido ritorno all’attività scolastica e sportiva. Grazie a incisioni meno estese, il decorso post operatorio è infatti meno doloroso e più rapido, così come è più rapido in alcuni casi il recupero funzionale degli organi interessati dall’intervento”.

Il programma di chirurgia robotica è pianificato e coordinato da Luigi Da Pozzo, professore di Urologia all’Università di Milano Bicocca e direttore del Dipartimento Chirurgico del Papa Giovanni XXIII, che fa un primo bilancio di metà anno: “Sono 170 gli interventi con il robot nel primo semestre del 2022. Tenendo conto dei fine settimana, il tasso di utilizzo del robot in pratica è di 4 interventi ogni 3 giorni. Siamo ben oltre le indicazioni regionali, che ha fissato in 250 il numero di interventi minimi da eseguire con il robot in dotazione per ciascun Ospedale”. ad un impiego multidisciplinare, per la cura cioè di patologie appartenenti a diverse discipline medico-chirurgiche, in linea con le indicazioni di Regione Lombardia. “Mettere a disposizione dei pazienti in età pediatrica la chirurgia robotica ci permette di offrire ai pazienti in età pediatrica le più avanzate tecniche chirurgiche e di anticipare i futuri orientamenti clinici in questo campo – ha commentato Maria Beatrice Stasi, direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII -. Il Papa Giovanni è un ospedale pediatrico ‘diffuso’ all’interno dell’ospedale per tutti”

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