L’elettrificazione del settore automotive? L’Italia è in netto ritardo all’appuntamento con gli obiettivi per il 2030 e ha subito una battuta d’arresto nel 2022. Lo dice il BEV – Italy Progress Index, l’indice trimestrale realizzato da Quintegia. L’analisi prende in considerazione tre componenti principali: il parco circolante di vetture alimentate a batteria (BEV, Battery Electric Vehicle), le relative immatricolazioni trimestrali e le infrastrutture di ricarica elettrica, quest’ultime valutate per diffusione e potenza di erogazione. L’indice, rappresentato da un punteggio tra 0 e 100, indica la percentuale di raggiungimento di obiettivi trimestrali graduali che, se rispettati, permetteranno di raggiungere gli ultimi target disponibili fissati per il 2030 (PNIEC). Nel secondo trimestre il punteggio è pari a 46,8, a fronte di un 46,1 dei tre mesi precedenti e un 56,3 dell’ultimo trimestre dell’anno scorso.

“Questo punteggio è il risultato di più componenti che interagiscono tra loro. L’effetto degli incentivi sulle immatricolazioni non è stato immediato ma sarà diluito nel tempo a causa della scarsità di prodotto e dalla conseguente lunghezza dei tempi di consegna per gli ordini di auto nuove. Attese che durano anche più di sei mesi, al punto che il governo stesso è corso ai ripari con la proroga sugli incentivi per la comunicazione relativa all’immatricolazione delle auto, passata da 180 a 270 giorni”, dichiara in una nota ufficiale Nicola Pasqualin, Researcher & EV Specialist di Quintegia: “Inoltre, l’inflazione dovuta all’attuale situazione geopolitica e le scelte strategiche delle Case auto, unite agli enormi costi di sviluppo sostenuti per elettrificare la propria gamma, hanno fatto crescere in modo sostenuto i prezzi delle vetture. L’indice rappresenta il punto di riferimento per osservare e comprendere il livello di elettrificazione del mercato automotive italiano, con l’obiettivo di favorirne la discussione e studiare delle soluzioni mirate”.

In pratica, i numeri relativi alle immatricolazioni non sono sufficienti per tenere il passo necessario a raggiungere gli attuali obiettivi per il 2030: le elettriche attualmente in circolazione in Italia sono poco meno di 150 mila, appena il 3,7% di quelle che gli attuali obiettivi vorrebbero per il 2030. Lo scarso interesse dell’utenza per le auto alla spina è sottolineato pure dagli ecobonus: se i fondi per la fascia 61-135 g/km sono andati esauriti già prima della metà di giugno, per le auto ibride plug-in e per quelle totalmente elettriche rimane ancora una disponibilità molto elevata. Inoltre, a giugno le immatricolazioni di vetture totalmente elettriche sono state 6.190, l’11,9% in meno rispetto allo stesso mese del 2021. Risultato comunque in ripresa rispetto al -19,1% registrato nei primi cinque mesi del 2022.

La quota di mercato delle BEV a giugno torna ad essere di poco inferiore al 5% sul totale delle vetture immatricolate. “Note positive per la componente delle infrastrutture”, si legge del report: “Negli ultimi 3 mesi la crescita dei punti di ricarica in autostrada, sebbene ancora molto sottodimensionati in numero e distribuzione, è aumentata del 56%, con un totale di 235 punti installati. 1.363 invece le infrastrutture di ricarica pubbliche installate in Italia da aprile a giugno, di cui il 13% è ad alta velocità, dunque con una potenza superiore ai 50kW”.

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