1. Bisognerebbe cominciare dalla Cerimonia di consegna del Leone d’Oro, seguita da delizioso abbondante buffet sulla notevole terrazza di Ca’ Giustinian, oppure, prendendosi sul serio, dalla bella sequenza di spettacoli dei primi giorni all’Arsenale, impegnativa da giudicare, ma a teatro s’impara che sono i dettagli a segnare le nostre vite. Così non si può non notare che ogni sera, mentre un operatore in camicia azzurra controlla i ticket, un altro receptionist allunga gentilmente l’invito, formato biglietto da visita rossonero, per il Late Hour Scratching Poetry, e ripete cortesemente: se vi fa piacere, vale un ‘free drink’ per l’ultimo spettacolo, dalle 22.30. Il bar comincia poi a ritirare i cartoncini e a consegnare spritz, in genere, una buona mezz’ora prima del Late (che sarebbe il djset con letture di poesie di cui si è molto parlato per via della comparsata di Asia Argento): così il biennalista seriale, che ha fatto giornata tra conferenze e teatri, corre a trangugiare il suo calice e se la può dare a gambe. Purtroppo i buoni non sono cumulabili e non vale tirare fuori quelli dei giorni precedenti, hanno la data stampigliata in nero sul lato rosso di ROT (logo della Biennale 2022). Per arrivare perlomeno alticci a reggere la pseudo-Ibiza in salsa Alda Merini, tocca mettere mano al portafogli, e sono come minimo sei euro a birretta.

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